Lucca (LU)

Tre amici americani a Brancoli sulle tracce dei padri

Dalla Tunisia alla Toscana, il percorso terminerà con il Liberation Day e la visita alle fortificazioni di Monte Pittone.

Si sono conosciuti alle scuole elementari, negli Stati Uniti, senza sapere che le loro famiglie avevano già incrociato la storia italiana. Solo molti anni dopo Riccardo Notini, George Coblyn e Robert Coughlin hanno scoperto che i rispettivi padri avevano partecipato alla Seconda guerra mondiale in Italia. Da qui è nata la decisione di ripercorrere insieme i luoghi attraversati dai genitori durante la campagna alleata.

Il viaggio è iniziato il 29 settembre 2026 in Tunisia e ha toccato la Sicilia, Anzio, Cassino e Roma, prima di proseguire verso la Valle del Serchio. La conclusione è prevista domenica 11 ottobre a Brancoli, nel territorio di Lucca, dove i tre amici parteciperanno al Brancoli Liberation Day e alle iniziative organizzate per ricordare la liberazione dell’area.

Le storie dei tre padri

Riccardo Notini conserva un legame diretto con la provincia di Lucca. La madre, Anna Lucherini, viveva a Barga, mentre il padre Elio Notini era originario di Filecchio. I due si incontrarono nel 1944, durante la guerra, mentre cercavano riparo da un intenso fuoco di artiglieria. Elio era un partigiano della zona. Dopo il conflitto la coppia si sposò e si trasferì a Boston, dove Riccardo è cresciuto, mantenendo però il rapporto con Barga e con la terra d’origine della famiglia.

Il padre di George Coblyn, George H. Coblyn, prestò servizio nell’esercito statunitense nel 372esimo Reggimento di Fanteria, un’unità composta interamente da soldati afroamericani. Partecipò ai combattimenti della Linea Gotica nell’Appennino settentrionale e nella Pianura Padana, ricevendo la Bronze Star. Durante l’avanzata attraversò anche la zona di Barga, dove ricordava di avere aiutato alcune suore e degli orfani. Il convento si trova di fronte alla casa nella quale viveva la madre di Riccardo, una vicinanza che rende ancora più significativo il viaggio dei due figli.

Il padre di Robert Coughlin, Robert J. Coughlin, arrivò in Nordafrica nel febbraio 1943 per partecipare alla campagna di Tunisia. In seguito prese parte all’invasione della Sicilia, nel settembre dello stesso anno, attraversò il Volturno e raggiunse la Val di Comino. L’avanzata alleata si fermò quindi sulla Linea Invernale, o Linea Gustav, prima della prosecuzione verso la campagna Roma-Arno. È lungo questo itinerario che il figlio ha scelto di accompagnare gli amici.

Il programma a Brancoli

A Brancoli la memoria del conflitto è custodita dal Comitato Linea Gotica Brancoli, che organizza visite al Museo della Memoria e alle fortificazioni presenti sul territorio. Il museo conserva anche una Sala Alleati dedicata al sergente Ivan J. Houston della 92ª Divisione Buffalo, reparto al quale appartennero soldati afroamericani impegnati nella liberazione di Lucca. Per George Coblyn sarà quindi una tappa legata in modo particolare alla storia del padre.

La mattina sono previste visite guidate alle fortificazioni del Monte Pittone, con partenze alle 9,30, 10 e 10,30 su prenotazione, accompagnate da rievocazioni di episodi della vita quotidiana e della liberazione dell’area. Alle 12 si terrà il pranzo sul piazzale della chiesa di San Giusto di Brancoli. Nel pomeriggio, alle 15, è in programma la Parata della Liberazione, seguita dall’accoglienza dei tre amici da parte dei partecipanti e di una delegazione del Comune di Lucca.

Alle 15,30 Andrea Giannasi presenterà il libro I prigionieri alleati in Italia, frutto di una ricerca d’archivio sui campi ospedale PG 202, in via Galli Tassi a Lucca, e PG 60 a Colle di Compito. Il volume ricostruisce le vicende di centinaia di prigionieri catturati tra Cirenaica ed Egitto e provenienti da diversi Paesi alleati. Tra le testimonianze figura anche quella relativa al neozelandese Thomas Fredrick Champion, che fu ospitato con il fratello nel campo PG 202.