Toscana

Sconti Eni, rifornimenti rallentati: allarme dei benzinai a Firenze

Faib denuncia priorità agli impianti grandi e possibili perdite per le scorte acquistate prima del ribasso.

A Firenze e in altri impianti della rete toscana si registrano rallentamenti nelle forniture di carburante dopo l’avvio della campagna Eni per la riduzione dei prezzi. A segnalare il problema è Faib Confesercenti Toscana, secondo cui in alcuni casi i distributori sarebbero rimasti senza prodotto, rendendo impossibile il rifornimento agli automobilisti.

Il tema, secondo l’associazione, non riguarda quindi soltanto il costo del pieno, ma anche la disponibilità effettiva del carburante. Le segnalazioni raccolte descrivono una situazione nella quale gli impianti con volumi di vendita più elevati avrebbero ricevuto la precedenza nelle consegne, mentre le strutture più piccole sarebbero state costrette ad attendere.

La denuncia dei gestori

Federico Valacchi, presidente di Faib Confesercenti Toscana, chiede chiarimenti sulle modalità operative adottate. Se le ricostruzioni venissero confermate, sostiene, si tratterebbe di una situazione difficilmente accettabile, perché introdurrebbe una differenza tra gestori appartenenti alla stessa rete. Il principio rivendicato dall’associazione è che non debbano esistere gestori di serie A e di serie B.

La riduzione dei prezzi avrebbe inoltre creato difficoltà per le giacenze acquistate prima dell’entrata in vigore del nuovo listino. Il carburante comprato a un costo più elevato e venduto successivamente a un prezzo ridotto potrebbe comprimere i margini degli esercenti e, in alcuni casi, trasformarsi in una perdita economica.

Per i benzinai, però, il danno non si limiterebbe alla mancata vendita. Un impianto privo di carburante rischia di perdere anche il cliente, che spesso non è in grado di distinguere tra le decisioni commerciali della compagnia e le responsabilità del singolo gestore. L’esercente, sottolinea Faib, non stabilisce né la strategia sui prezzi né l’ordine con cui vengono organizzate le consegne.

Il nodo delle tutele

Alla perdita economica si aggiungerebbe così un danno reputazionale, perché il gestore resta il volto visibile del distributore anche quando l’interruzione del servizio dipende da scelte adottate a monte. L’associazione richiama quindi la necessità di definire quali tutele siano previste quando un impianto rimane senza prodotto a causa di un ritardo nella fornitura.

Faib segnala in particolare l’assenza di un meccanismo di penalizzazione o compensazione che possa proteggere l’esercente dalle conseguenze dell’interruzione. La richiesta è che a una campagna nazionale di riduzione dei prezzi corrisponda una distribuzione uniforme del carburante in tutti gli impianti coinvolti. Secondo Valacchi, se la compagnia sceglie di applicare lo sconto deve anche garantire il prodotto necessario per renderlo effettivo.