John Elkann ha aperto alle Ogr di Torino la prima giornata di Wave by Vento, dedicata alle prospettive dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica. Nel suo intervento, il presidente di Vento ha paragonato l’Ai al fuoco, una scoperta capace di trasformare la storia dell’umanità e, allo stesso tempo, di richiedere strumenti e responsabilità per evitarne gli effetti più rischiosi. L’incontro si è svolto il 7 ottobre 2026 nel capoluogo piemontese.
Secondo Elkann, il dibattito non dovrebbe concentrarsi soltanto sulle professioni che potrebbero essere sostituite dalle nuove tecnologie. La questione centrale, nella sua lettura, è individuare ciò che l’intelligenza artificiale può rendere possibile e che fino a oggi non era stato immaginato. L’evoluzione dei sistemi, sostenuta da aggiornamenti continui, potrebbe aprire applicazioni in settori molto diversi, dalla mobilità alla salute, fino alla ricerca spaziale.
Una tecnologia destinata a unire i mercati
Nel corso dell’intervento, il presidente di Vento ha respinto l’idea di un futuro necessariamente diviso tra Stati Uniti, Cina e Paesi del cosiddetto Global South. L’intelligenza artificiale, ha osservato, potrebbe favorire una convergenza tra aree del mondo, come accaduto in passato con tecnologie divenute di uso universale. La competizione tra Stati resterebbe quindi affiancata da forme di collaborazione internazionale per sviluppare strumenti e applicazioni di interesse comune.
Tra gli esempi citati c’è quello della mobilità autonoma, con startup come Wayve impegnate nello sviluppo di sistemi per i veicoli. L’applicazione dell’Ai ai trasporti è stata indicata come uno dei casi in cui la tecnologia può consentire risultati che fino a poco tempo fa apparivano irrealizzabili. La direzione dell’innovazione, secondo Elkann, può essere duplice: migliorare servizi e processi già esistenti oppure lavorare su soluzioni per problemi ancora privi di risposta.
Il ruolo dell’ecosistema italiano
Una parte dell’intervento è stata dedicata al talento italiano e alla capacità del Paese di trasformarlo in nuove imprese. Elkann ha ricordato che, nell’arco di dieci anni, Vento ha sostenuto la nascita di 220 società, realtà che complessivamente garantiscono tremila posti di lavoro e generano circa 3 miliardi di euro di valore sul mercato, pari, secondo i dati citati, al 5% del totale nazionale del settore.
La strategia indicata dal fondo punta a far incontrare competenze tecniche e capacità imprenditoriali, considerate in passato spesso separate. Per il prossimo decennio l’obiettivo dichiarato è sostenere la creazione di oltre mille nuove imprese, con investimenti rivolti soprattutto a conoscenze e industrie ancora non esistenti. Elkann ha inoltre sostenuto che le opportunità imprenditoriali siano in grado di attrarre capitali e ha richiamato la necessità, per le aziende nate in Italia, di misurarsi con i mercati internazionali.
Nel passaggio dedicato al rapporto tra concorrenza e collaborazione, il presidente di Vento ha indicato come possibile riferimento i distretti dell’auto sportiva in Emilia-Romagna e del mobile in Brianza. In questi sistemi, imprese concorrenti contribuiscono allo sviluppo di un ecosistema comune. La stessa dinamica, secondo Elkann, potrebbe essere applicata all’alta tecnologia, valorizzando una combinazione italiana di competenza tecnica, design e capacità di operare su scala globale.