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San Siro, il Tar boccia ricorsi: Inter e Milan possono accelerare

La giustizia amministrativa chiude la partita contro la vendita del Meazza ai due club: ora il progetto può entrare nella fase decisiva.

San Siro, il Tar boccia ricorsi: Inter e Milan possono accelerare

Il progetto del nuovo San Siro supera un altro ostacolo importante. Il Tar della Lombardia ha respinto i cinque ricorsi presentati contro la vendita dell’attuale Meazza e delle aree circostanti a Inter e Milan, mettendo così un punto alla lunga partita giudiziaria iniziata con i primi ricorsi già nel 2022.

Le cinque cause erano state riunite in un’unica udienza, celebrata lo scorso 23 giugno. Il verdetto è arrivato con una distinzione precisa: quattro ricorsi sono stati dichiarati inammissibili per motivi processuali, mentre il quinto, l’unico affrontato nel merito, è stato respinto dai giudici.

I due ricorsi del 2022

La storia giudiziaria più lunga nasce proprio nel 2022, quando un gruppo di cittadini e soggetti contrari alla trasformazione dell’area del Meazza aveva deciso di contestare il progetto.

Nel corso degli anni la composizione dei ricorrenti è cambiata più volte e anche gli atti contestati sono stati modificati attraverso i vari passaggi amministrativi. Il Tar ha ritenuto che non ci fossero le condizioni processuali per arrivare a esaminare nel merito le contestazioni e ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso.

Stessa conclusione per il secondo procedimento avviato nello stesso anno. Anche in quel caso venivano messi in discussione diversi aspetti dell’operazione, dalla procedura amministrativa alla trasformazione dell’area. Ma l’evoluzione del progetto e il cambiamento dei soggetti e degli atti coinvolti hanno impedito ai giudici di entrare nel merito.

Il ricorso sulla procedura del 2025

Un altro fronte giudiziario riguardava invece la fase più recente, quella che aveva portato il Comune di Milano ad avviare il percorso per la cessione di San Siro a Inter e Milan.

Anche questo ricorso è stato dichiarato inammissibile. Secondo il Tar, infatti, i ricorrenti avevano contestato soltanto una parte di un procedimento amministrativo più ampio, senza coinvolgere tutti gli atti che ne rappresentavano i passaggi precedenti e successivi.

Un problema di natura processuale, dunque, che ha impedito anche in questo caso di arrivare a una valutazione nel merito delle contestazioni.

La vendita del Meazza

La stessa sorte è toccata al quarto ricorso, quello relativo alla fase conclusiva della vendita dell’intero complesso di San Siro.

I ricorrenti avevano messo in discussione la procedura scelta dal Comune, oltre a contestare alcuni aspetti dell’operazione, tra cui prezzo e modalità della cessione.

Anche qui, però, secondo i giudici, era stato impugnato soltanto un segmento della procedura senza contestare adeguatamente gli atti precedenti dai quali quel passaggio dipendeva. Da qui la decisione di dichiarare il ricorso inammissibile.

Fedrighini sconfitto nel merito

Diverso il caso del quinto ricorso, l’unico sul quale il Tar ha deciso di entrare effettivamente nel merito. A presentarlo era stato Marco Fedrighini, consigliere comunale del gruppo misto, che aveva contestato il percorso seguito dal Consiglio comunale di Milano per arrivare all’approvazione della vendita.

Nel mirino erano finite soprattutto la gestione delle commissioni e quella degli emendamenti. Fedrighini sosteneva che alcune regole non fossero state rispettate e che questo avesse limitato le sue prerogative nell’iter della delibera.

I giudici hanno però respinto le contestazioni. Dalla ricostruzione delle riunioni è emerso che la proposta era stata esaminata in più occasioni e che lo stesso consigliere aveva partecipato ai lavori. Non sarebbe quindi stata dimostrata una concreta compressione delle sue funzioni.

Respinta anche la contestazione relativa agli emendamenti. Il subemendamento finito sotto accusa non aveva cancellato integralmente quello precedente e la decadenza delle proposte incompatibili era prevista dalle regole del Consiglio comunale.

Ora Inter e Milan possono accelerare

Il verdetto del Tar libera così un passaggio importante per Inter e Milan e per il Comune. I due club possono concentrarsi sulla fase successiva del progetto, quella che porterà alla presentazione del progetto definitivo del nuovo stadio e agli adempimenti necessari per arrivare all’apertura del cantiere.

Il primo appuntamento atteso è la presentazione del nuovo rendering, prevista tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Successivamente il progetto dovrà affrontare le diverse fasi di valutazione previste da Comune e Regione.

L’obiettivo resta quello di completare l’iter entro l’estate 2027 e avviare i lavori nella seconda metà dell’anno, una volta conclusa la stagione calcistica.

Da quel momento partirà la vera corsa contro il tempo. Il nuovo impianto dovrà essere pronto entro il 2031, così da permettere a Milano di rispettare l’appuntamento con gli Europei 2032. La partita giudiziaria è finita. Adesso comincia quella, ancora più complessa, per costruire il nuovo San Siro.