Bologna (BO)

A Bologna la mostra fotografica Once We Were Kidz

Le immagini di Lulù Withheld rileggono adolescenza, identità e trasformazioni urbane tra Novecento e nuovo millennio

Si intitola Once We Were Kidz il progetto fotografico di Lulù Withheld ospitato alla Galleria Leòn di Bologna. L’esposizione, curata da Leonardo Iuffrida, sarà inaugurata venerdì 16 ottobre 2026 alle 18 e resterà aperta fino al 14 novembre. Il percorso raccoglie fotografie realizzate a cavallo tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, oggi digitalizzate e riunite in una narrazione dedicata alla memoria di una generazione.

Un archivio personale e collettivo

Gli scatti intrecciano esperienze individuali e ricordi condivisi, trasformando relazioni, desideri e momenti quotidiani in una cartografia affettiva. Il titolo richiama un soggetto collettivo, un noi che osserva il passato non soltanto con nostalgia, ma per interrogarsi sul presente. La fotografia diventa così uno strumento di conservazione e rievocazione, capace di riportare alla luce esperienze destinate altrimenti a dissolversi nel tempo.

Le immagini si rifanno alla tradizione candid, con istanti colti senza pose né costruzioni. Il risultato è una fotografia realistica e imperfetta, priva di filtri, nella quale la partecipazione dell’autrice agli eventi rappresentati resta evidente. Tra i riferimenti indicati per questo approccio figurano David Armstrong, Will McBride e Nan Goldin. Nell’allestimento, le opere sono accostate come frammenti di un diario o come fotografie affisse alle pareti di una cameretta adolescenziale.

La memoria di Bologna

Storie d’amore e di amicizia convivono con paesaggi urbani, ambienti domestici, stazioni ferroviarie e periferie. Sono luoghi di passaggio che diventano anche spazi di formazione identitaria, sullo sfondo delle sonorità dei Nirvana, degli Smashing Pumpkins e dell’alternative rock degli anni Novanta. Il progetto guarda a una stagione sospesa tra gli ultimi residui dell’esperienza analogica e l’affermazione della cultura digitale, quando il futuro appariva ancora come una promessa di possibilità.

Una parte dei millennials riconosce in quegli anni un territorio della nostalgia, mentre la Generazione Z li riscopre come repertorio di estetiche, linguaggi e atteggiamenti da reinterpretare. La mostra collega questa rilettura anche alla trasformazione di Bologna, ricordando la vita notturna, il ruolo dell’università e la presenza di spazi indipendenti dedicati alla cultura, all’attivismo e alla sperimentazione. La città evocata dalle fotografie sopravvive così nella memoria di chi l’ha vissuta, pur essendo profondamente cambiata.

Il progetto affronta inoltre il rischio di idealizzare il passato, secondo il concetto di retrotopia elaborato da Zygmunt Bauman. Le opere invitano quindi a chiedersi non soltanto che cosa sia stato, ma quale significato continui ad avere oggi. Il libro Once We Were Kidz, pubblicato nel 2026 da Anticamente Presente Editore e co-curato con Marco Frattaruolo, accompagna l’esposizione. Le stampe sono realizzate da Saal Digital Italia, mentre le sonorizzazioni sono di Giulio Buchicchio. La Galleria Leòn si trova in via Galliera 42/A; l’ingresso è gratuito. Gli orari sono dal martedì al venerdì, dalle 15.30 alle 19.30, e il sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.