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Campanile crollato ad Accumoli, appello bis per l’ex sindaco

La Suprema corte rinvia il procedimento legato alla tragedia del 2016: quattro vittime nel cedimento della struttura

La quarta sezione della Corte di Cassazione ha disposto un appello bis per il procedimento a carico dell’ex sindaco di Accumoli, nel Reatino, Stefano Petrucci. Il processo riguarda il crollo del campanile avvenuto durante il terremoto del 24 agosto 2016, nel quale persero la vita quattro persone appartenenti allo stesso nucleo familiare.

La decisione dei giudici di legittimità riapre una fase del procedimento già esaminata in secondo grado. In appello, Petrucci era stato condannato a otto mesi di reclusione per i reati di disastro e crollo colposo. Per l’accusa di omicidio colposo, invece, era stata dichiarata la prescrizione.

Il procedimento dopo la condanna

Il caso giudiziario è legato agli accertamenti sulle responsabilità per il cedimento del campanile di Accumoli, verificatosi nella notte del sisma che colpì il Centro Italia. Il crollo provocò la morte di quattro componenti di una stessa famiglia, rendendo la vicenda uno dei procedimenti avviati dopo il terremoto per chiarire eventuali responsabilità nella sicurezza degli edifici e nella gestione del territorio.

La Procura generale aveva chiesto alla Cassazione di confermare la condanna pronunciata in appello nei confronti dell’ex primo cittadino. La Suprema corte ha però disposto un nuovo passaggio davanti ai giudici di secondo grado. Sarà dunque l’appello bis a riesaminare gli aspetti del procedimento indicati nella decisione della Cassazione, mentre l’esito definitivo della vicenda resta ancora da stabilire.

Il provvedimento riguarda esclusivamente il percorso giudiziario relativo al crollo del campanile e alle contestazioni mosse a Petrucci nella sua qualità di ex sindaco di Accumoli. La notizia della decisione è stata riportata dall’Ansa.