Si ridimensiona ulteriormente il procedimento a carico di Ennio Bizzarri, 48 anni, commercialista e assessore al Bilancio di Vigarano Mainarda. Dopo le decisioni già assunte nella fase preliminare, l’imputato deve oggi rispondere del solo reato di falso in atto privato.
Il procedimento era nato con contestazioni molto più ampie: associazione a delinquere finalizzata al falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per questi ultimi addebiti, tuttavia, il gup del tribunale di Ferrara aveva pronunciato il non luogo a procedere, ritenendo insussistente il fatto contestato. Dei 44 capi di imputazione iniziali, 38 sono inoltre stati dichiarati prescritti durante l’udienza filtro di lunedì 5 ottobre. Restano quindi in piedi sei contestazioni.
Le ipotesi della Procura
La vicenda era emersa nell’aprile 2022, quando la Procura aveva notificato gli avvisi di conclusione delle indagini. Bizzarri era stato coinvolto in qualità di amministratore di una società di elaborazione dati che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe messo a disposizione lo studio professionale e le attrezzature necessarie per trasmettere dichiarazioni fiscali.
Secondo gli inquirenti, il commercialista e i suoi collaboratori avrebbero predisposto, dietro compenso, dichiarazioni dei redditi non veritiere per 45 cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno. Le pratiche sarebbero servite a ottenere o rinnovare il titolo di soggiorno, dimostrando il possesso di un reddito superiore alla soglia minima richiesta.
Le indagini delle Fiamme Gialle erano partite da segnalazioni amministrative dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Ferrara. Le richieste riguardavano numerosi cittadini di nazionalità nigeriana residenti in provincia. L’ipotesi investigativa era che le partite Iva attribuite ai clienti fossero soltanto formali e che le attività dichiarate non fossero mai state realmente avviate.
Le attività indicate nelle pratiche spaziavano dal commercio al dettaglio e all’ingrosso fino ai settori artigianale e manifatturiero. Secondo l’accusa, i soggetti coinvolti non avrebbero avuto sedi operative, macchinari, dipendenti, clienti o fornitori. A fine anno, però, sarebbero stati inseriti nelle dichiarazioni telematiche dati relativi a fatturato, spese e personale, riferiti a una contabilità ritenuta inesistente.
Il prossimo passaggio in aula
Dopo la discussione dell’udienza preliminare, nel giugno 2025 il gup aveva disposto il non luogo a procedere per l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le posizioni riferite ai fatti compresi tra il 2014 e il 2017 erano state invece stralciate per intervenuta prescrizione.
Il rinvio a giudizio ha quindi riguardato Bizzarri, i due collaboratori e alcuni cittadini stranieri soltanto per gli episodi di falso riferiti, secondo l’accusa, al periodo dal 2018 in avanti. Il dibattimento inizierà il 25 gennaio e proseguirà il 1° febbraio, con l’avvio dell’istruttoria. Non è escluso che anche i sei capi residui possano prescriversi prima di quelle udienze.
Bizzarri ha dichiarato di attendere la prima udienza da otto anni e di essere fiducioso di poter dimostrare l’insussistenza dell’accusa. Pur sapendo che potrebbe intervenire la prescrizione, l’assessore ha detto di preferire una conclusione nel merito, con un’assoluzione.