La crisi della mitilicoltura romagnola è stata al centro del question time dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna di martedì 6 ottobre. A sollevare la questione è stato il consigliere di Fratelli d’Italia Fausto Gianella, con un’interrogazione sottoscritta anche da Nicola Marcello, Alberto Ferrero e Luca Pestelli. Nel confronto è stata affrontata la situazione degli allevamenti di cozze colpiti dalle temperature eccezionalmente elevate e dalla conseguente carenza di ossigeno nelle acque.
Perdite fino al 100% negli allevamenti
Secondo quanto riferito da Gianella, durante l’estate le acque del litorale regionale hanno raggiunto i 32 gradi, provocando perdite stimate tra il 70% e il 100% della produzione. Il caldo prolungato ha impedito il ripristino di condizioni favorevoli, mentre l’assenza di mareggiate non ha consentito il ricambio di ossigeno tra il fondo marino e la superficie. Il risultato è stato il ripetersi delle morie di cozze in tutti gli allevamenti interessati.
La crisi si è abbattuta su imprese già indebolite dagli investimenti sostenuti per acquistare il seme e collocarlo sui fondali. La perdita del materiale destinato alla crescita rischia di compromettere non solo la produzione della stagione, ma anche la capacità reddituale delle aziende nei prossimi anni. L’assessore regionale alla caccia e pesca Alessio Mammi ha confermato la gravità del quadro, collegandolo alle anomalie termiche, ai picchi di calore, all’anossia e alla mancanza di mareggiate.
Ristori e sostegno alla liquidità
La Regione ha avviato la delimitazione delle aree colpite, passaggio necessario per attivare i ristori previsti dalla normativa. Mammi ha però evidenziato il rischio che i tempi della finanza pubblica statale non siano compatibili con le urgenze delle imprese. Per questo l’amministrazione regionale valuta aiuti specifici e indennità compensative, anche attraverso fondi europei, e ha confermato la previsione di un fondo di ristoro per il 2027.
Tra le misure annunciate figura anche un confronto con gli istituti bancari e i consorzi di garanzia fidi. L’obiettivo è verificare la possibilità di sospendere le rate dei mutui e di garantire nuova liquidità alle aziende in difficoltà. Negli ultimi anni, ha ricordato l’assessore, sono stati stanziati sei milioni di euro per contrastare l’anossia e il granchio blu.
Sul piano strutturale, la Regione intende promuovere studi e ricerche, compresa la sperimentazione di spostamenti temporanei degli impianti durante i picchi termici. L’orientamento è considerare questi fenomeni non più come episodi isolati, ma come una criticità destinata a ripresentarsi e a richiedere strumenti di adattamento.
Gianella ha espresso soddisfazione per la risposta, chiedendo però che agli annunci seguano interventi concreti. Per il consigliere, ottenere un ristoro è essenziale per consentire alle famiglie di continuare a lavorare. La dismissione degli allevamenti, ha aggiunto, comporterebbe la scomparsa della cozza romagnola, considerata una componente rilevante dell’identità economica e gastronomica del territorio.