Emilia-Romagna

Il caso Reabita a Bellaria riapre il nodo del Codice antimafia

La struttura per persone con disabilità è al centro di una richiesta bipartisan sul disegno di legge 433.

La giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha avviato da Rimini l’iniziativa Incontro ai territori. Nel corso della prima tappa, l’assessora regionale alla legalità Elena Mazzoni ha visitato il Gruppo appartamento Reabita di Bellaria Igea Marina, realizzato in un immobile sottratto alla criminalità organizzata e destinato all’accoglienza di persone con disabilità.

La visita ha riportato al centro una vicenda giudiziaria che rischia di mettere in discussione il percorso di recupero della struttura e le risorse pubbliche impiegate. L’edificio era stato sequestrato nell’ambito delle operazioni antimafia Coffee Break/Cartesio e poi assegnato al Comune con un decreto del 7 febbraio 2022 dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, vigilata dal ministero dell’Interno.

Un investimento da oltre 440mila euro

Attraverso finanziamenti regionali, comunali e nazionali, l’immobile è stato riqualificato e trasformato nel Gruppo appartamento Reabita. L’intervento ha richiesto oltre 440mila euro di investimenti pubblici e ha consentito di restituire alla comunità un bene destinato a un servizio sociale. In seguito, però, la Corte d’appello di Catanzaro ha disposto la revoca della confisca, aprendo il problema delle conseguenze economiche e amministrative per l’ente che aveva ricevuto e recuperato l’edificio.

Il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessora Mazzoni chiedono ora al Parlamento di intervenire per garantire maggiore certezza agli enti pubblici impegnati nel riutilizzo sociale dei patrimoni confiscati. Secondo i rappresentanti regionali, i Comuni non possono essere chiamati a recuperare immobili degradati, investire risorse e attivare progetti rivolti ai cittadini senza adeguate tutele nel caso in cui successive decisioni giudiziarie cambino il destino del bene.

La modifica proposta al Senato

La richiesta riguarda il disegno di legge 433, attualmente all’esame del Senato. L’Emilia-Romagna propone di modificare l’articolo 46 del Codice antimafia, prevedendo che le somme eventualmente dovute dagli enti locali dopo la revoca della confisca siano poste a carico del Fondo unico Giustizia. L’obiettivo è evitare che il rischio economico ricada sui bilanci comunali e finisca per compromettere servizi, progetti e investimenti già realizzati.

De Pascale e Mazzoni hanno rivolto un appello trasversale ai gruppi parlamentari, chiedendo di convergere sulla modifica indipendentemente dagli schieramenti. Per la Regione, la questione riguarda non solo il Comune di Bellaria Igea Marina, ma anche la credibilità delle politiche di restituzione dei patrimoni confiscati e la fiducia degli amministratori locali. Una disciplina più chiara, sostengono, servirebbe a tutelare Comuni, Regioni, Terzo settore e tutti i soggetti coinvolti in progetti di riutilizzo sociale, evitando che casi analoghi diventino un deterrente per nuove iniziative di legalità.