I carabinieri di Ferrara, con la collaborazione dei colleghi di Brindisi, hanno eseguito nel capoluogo pugliese un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 55enne residente nella zona. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ferrara su richiesta della Procura, riguarda i reati di rapina pluriaggravata in concorso, porto abusivo di arma da fuoco, ricettazione e contraffazione di targa.
Gli episodi contestati risalgono al pomeriggio del 5 maggio 2025, quando un commando composto da più persone travisate fece irruzione nella filiale Credem di Cento. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i malviventi erano entrati dal retro dell’edificio dopo aver forzato, durante la notte precedente, alcune vetrate blindate. Una volta all’interno, avrebbero bloccato dipendenti e clienti, costringendoli a rimanere in un ufficio sotto la minaccia di una pistola.
Il colpo e la fuga
All’esterno della filiale sarebbe rimasto un complice con il ruolo di palo, in collegamento radio con gli altri membri del gruppo. I rapinatori avrebbero quindi costretto il cassiere ad avviare la procedura di sblocco temporizzato delle casseforti e del bancomat, riuscendo a impossessarsi di circa 120mila euro in contanti. Subito dopo, la banda si sarebbe allontanata a bordo di un’automobile con targhe rubate e contraffatte.
Le indagini, condotte dal Nucleo investigativo dell’Arma di Ferrara e dalla Compagnia di Cento, hanno preso in esame le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Gli accertamenti avrebbero consentito di individuare non solo il veicolo utilizzato per la fuga, ma anche una seconda automobile, definita dagli investigatori come un mezzo pulito e impiegata per la staffetta. Il veicolo era stato noleggiato dall’indagato a Brindisi.
Gli elementi raccolti
Ulteriori riscontri sarebbero arrivati dall’analisi dei dati di traffico telefonico e telematico e dei sistemi di localizzazione satellitare dei veicoli. Questi elementi avrebbero documentato la presenza del 55enne nei luoghi ritenuti d’interesse sia durante i sopralluoghi preparatori sia nelle fasi della rapina. Gli investigatori hanno inoltre rilevato l’uso di un telefono di vecchia generazione, privo di connessione dati, per tutta la durata della trasferta.
Il quadro indiziario è stato completato dalle testimonianze di alcune persone presenti nella filiale. I testimoni avrebbero sentito il palo rivolgersi via radio a uno dei complici chiamandolo con il nome di battesimo dell’indagato. Sulla base degli elementi ritenuti gravi, la Procura di Ferrara ha chiesto e ottenuto la misura cautelare. L’uomo è stato rintracciato nella sua città di residenza dai carabinieri di Ferrara e Brindisi e condotto in carcere. Le attività investigative proseguono per identificare gli altri partecipanti al colpo.