Latina (LT)

Omicidio stradale, i periti della difesa: «L’auto di Muzio non ha investito il pedone»

I consulenti tecnici escludono qualsiasi impatto tra il SUV dell'assessore e l'insegnante Giorgio Pedaci, travolto nel 2021

Omicidio stradale, i periti della difesa: «L’auto di Muzio non ha investito il pedone»

Una vettura del tutto intonsa, priva di deformazioni, graffi o persino di semplici strusciate sulla polvere che ricopriva la carrozzeria. È l’elemento centrale emerso nel corso dell’ultima udienza del processo per omicidio stradale a carico dell’assessore comunale di Latina, Annalisa Muzio, imputata per la morte di Giorgio Pedaci, l’insegnante di musica di 75 anni travolto la sera del 14 settembre 2021 lungo via dei Monti Lepini mentre passeggiava con i suoi cani e deceduto un mese dopo in ospedale.

La perizia tecnica: «Nessun segno di impatto»

Davanti alla giudice Brenda sono stati ascoltati i due periti della difesa, gli ingegneri Emanuele Habib (dell’Università La Sapienza di Roma) e Carlo Medici. Secondo le analisi svolte dai tecnici, lo stato della Land Rover condotta dall’assessore è del tutto incompatibile con l’investimento di un pedone.

La vettura, particolarmente impolverata al momento dei fatti, non presentava la minima “spolveratura” o segno di strusciamento che il corpo di una persona avrebbe inevitabilmente lasciato al momento del contatto. Un dettaglio che, secondo gli esperti, esclude in modo categorico che sia stato quel veicolo a travolgere il 75enne.

Le altre vetture e la ricostruzione dei fatti

I consulenti hanno inoltre evidenziato come i filmati disponibili mostrino il transito di altre due automobili appena 12 secondi prima del sopraggiungere del SUV della Muzio, veicoli che avrebbero potuto investire l’uomo prima di far perdere le proprie tracce.

Dall’analisi delle immagini è emerso anche che i fari della Land Rover illuminavano la sede stradale senza proiettare alcuna ombra umana al centro della carreggiata. Lo scarto verso il ciglio della strada compiuto dall’auto sarebbe stato effettuato per evitare i cani dell’uomo, che giravano liberi. L’assessore si sarebbe quindi accorta della presenza del pedone già a terra, fermandosi a circa 8 metri di distanza per prestare soccorso: una dinamica e uno spazio di arresto difformi da quelli tipici di una frenata improvvisa post-impatto.

Testimoni e prossime tappe

A supporto della tesi difensiva vi è anche la deposizione del testimone oculare, il quale ha confermato in aula di non aver visto direttamente il Land Rover travolgere il docente, ma di aver notato l’uomo soccorso a diversi metri dalla vettura già ferma.

La giudice Brenda ha rinviato il processo al prossimo 4 febbraio, data in cui è previsto l’eventuale esame in aula dell’imputata.