Si è svolta al Circolo Ricreativo di Vercelli la seconda riunione conviviale dell’anno rotariano 2026/2027 organizzata dal Rotary Club Vercelli, presieduto da Federico Maria Gastaldi. All’incontro, fissato per martedì 29 settembre, hanno partecipato autorità rotariane e numerosi soci del club.
Al centro della serata è stata la relazione di Nicolò Gozzi, ricercatore senior presso la Fondazione I.S.I. di Torino e originario di Buronzo. Gozzi è figlio di Lorenzo Gozzi, incoming president del Rotary Club Vercelli. La sua attività di ricerca riguarda lo sviluppo di metodi matematici e computazionali per studiare e prevedere la diffusione delle epidemie su larga scala.
Lo studio delle reti complesse
Nel corso dell’intervento, il ricercatore ha illustrato il campo delle reti complesse e l’approccio sistemico, basato sull’analisi delle relazioni tra i diversi elementi di un problema. Secondo questa prospettiva, persone, organizzazioni, infrastrutture e fenomeni sociali sono collegati tra loro e una variazione in un singolo fattore può produrre conseguenze sull’intero sistema.
Gozzi ha richiamato anche il cosiddetto esperimento del mondo piccolo condotto dallo psicologo sociale Stanley Milgram. Nell’esperimento, ad alcune persone del Midwest americano fu chiesto di far arrivare un pacchetto a un destinatario sconosciuto in Massachusetts, affidandolo esclusivamente a conoscenti diretti. I pacchi raggiunsero la destinazione attraverso una media di circa sei passaggi.
Il ricercatore ha quindi presentato due applicazioni del proprio metodo. La prima ha riguardato la Peste Antonina, conosciuta anche come peste di Galeno, che colpì l’Impero Romano tra il 165 e il 180 dopo Cristo. Attraverso una ricostruzione informatica delle reti viarie e delle rotte navigabili dell’epoca, è stata rappresentata la possibile diffusione della malattia, probabilmente un’epidemia di vaiolo, lungo i collegamenti sociali e territoriali dell’Impero.
Dalle epidemie alle indagini
La seconda applicazione ha riguardato il caso del Mostro di Firenze. In questo contesto Gozzi ha mostrato come la ricostruzione digitale delle reti sociali e delle connessioni emerse durante le indagini possa offrire un metodo di analisi anche per vicende di cronaca giudiziaria.
La presentazione ha stimolato domande e interventi da parte dei soci presenti, interessati agli strumenti utilizzati e alle possibili applicazioni della ricerca. Nicolò Gozzi è inoltre affiliato al Network Science Institute della Northeastern University di Boston e collabora con organismi internazionali, tra cui la Banca Mondiale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. È tra i coordinatori della piattaforma RespiCast, dedicata alla previsione delle malattie respiratorie.