Ravenna (RA)

Ravenna, crescita rivista al rialzo ma resta il gap salariale

Produzione e vendite oltre i riferimenti regionali; pesa la frenata delle ristrutturazioni e la disparità tra uomini e donne.

Le prospettive dell’economia ravennate migliorano, ma restano criticità sul fronte dell’artigianato e delle disparità di genere. Secondo l’analisi presentata il 1° ottobre 2026 dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, Prometeia ha rivisto al rialzo la stima di crescita del valore aggiunto provinciale per il 2026, portandola allo +0,4%. La revisione è superiore di due decimi di punto rispetto alla precedente valutazione.

Tra i fattori indicati figurano l’andamento della domanda mondiale di petrolio, il minore trasferimento degli aumenti dei costi sui beni non energetici e il contributo del PNRR, ormai nella fase conclusiva. Il quadro è stato discusso nell’ambito della riunione del tavolo dedicato alle opportunità economiche e occupazionali del territorio.

Industria ed export in crescita

Nel secondo trimestre l’industria ha registrato segnali di ripresa tra le imprese con un organico fino a 500 dipendenti. La produzione è aumentata del 2,3%, un dato superiore alla media regionale del 1,9%, mentre gli ordini hanno segnato un incremento dell’1,3%, sostenuti soprattutto dalla componente estera. Gli indicatori delle imprese manifatturiere sono rimasti sostanzialmente stabili, ma con valori migliori rispetto a quelli negativi dell’anno precedente.

La situazione più difficile riguarda invece le imprese artigiane. Nel comparto edile il volume d’affari è diminuito del 5,1%, anche per effetto della contrazione degli interventi di ristrutturazione dopo la conclusione degli incentivi. In rallentamento anche il commercio al dettaglio, con una variazione del -0,9%, condizionato dall’inflazione e dalla prudenza dei consumatori.

All’interno del commercio, il settore alimentare ha registrato una crescita in valore del 3,7%, mentre il comparto non alimentare ha accusato una flessione del 2,7%. I rincari rendono infatti più rinviabili o comprimibili gli acquisti non essenziali. Sul fronte internazionale, le esportazioni delle imprese ravennati hanno segnato nel primo semestre un aumento del 4,9% a valori correnti, contro il 4,5% dell’Italia e il 3% dell’Emilia-Romagna.

Il divario nelle retribuzioni

Tra gli elementi di maggiore preoccupazione emerge il divario di genere nelle posizioni di vertice e nelle retribuzioni. Le donne presenti ai livelli apicali rappresentano il 22% del totale, mentre la differenza nella retribuzione settimanale lorda, a parità di qualifica, raggiunge complessivamente il 25% in meno rispetto agli uomini.

Il presidente della Camera di commercio, Giorgio Guberti, ha richiamato l’importanza del rapporto tra giovani e mondo del lavoro in una fase segnata da incertezza, cambiamenti sociali e transizioni economiche. Secondo Guberti, in un territorio che invecchia è necessario rafforzare il collegamento tra scuola e imprese e rendere l’orientamento un percorso strutturato e accessibile, intervenendo anche sulle barriere informative e sociali che condizionano le scelte formative e professionali.

Il vicepresidente della Provincia di Ravenna, Riccardo Graziani, ha sottolineato la necessità di investire sui giovani, valorizzare il talento femminile e consolidare il dialogo tra istituzioni, sistema economico, scuola, formazione e parti sociali. L’obiettivo indicato è creare condizioni di sviluppo più solide e inclusive, riducendo il disallineamento tra domanda e offerta di competenze.

L’indagine ha inoltre esaminato il ruolo dei distretti industriali per le imprese giovanili, sulla base di un approfondimento del Centro Studi Tagliacarne inserito nel rapporto annuale Economia e Finanza sui distretti industriali di Intesa Sanpaolo. I dati indicano che l’appartenenza a un distretto può favorire investimenti, innovazione, formazione, sostenibilità e accesso a relazioni commerciali e istituzionali. Le reti con altre imprese, università e centri di ricerca possono rafforzare la condivisione delle conoscenze e sostenere la competitività delle attività guidate da giovani.