La polizia di Milano ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino egiziano di 16 anni, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto responsabile di una rapina commessa in concorso la notte del 1° gennaio lungo l’Alzaia Naviglio Pavese. Il provvedimento, disposto dal gip su richiesta della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Milano, è stato eseguito nella mattinata di mercoledì 23 settembre. Il ragazzo è stato trasferito nell’istituto penale minorile Beccaria.
L’aggressione lungo il Naviglio Pavese
L’indagine è partita dalla denuncia presentata dalla vittima, un 27enne residente a Como che si trovava nel capoluogo lombardo per festeggiare il Capodanno. Secondo la ricostruzione degli agenti del Commissariato Porta Ticinese, il giovane stava passeggiando con un amico lungo il Naviglio Pavese quando sarebbe stato avvicinato dal sedicenne e successivamente circondato da un gruppo di adolescenti di origine nordafricana.
Il ragazzo sarebbe stato spinto con forza contro la balaustra e privato della collana d’oro che portava al collo. Nel tentativo di recuperare il gioiello, sarebbe stato bloccato e colpito con calci e pugni dagli altri componenti del gruppo. Dopo l’aggressione, il gruppo si sarebbe allontanato a piedi lungo la sponda del canale, dirigendosi verso la periferia cittadina.
Le immagini al vaglio degli investigatori
Un elemento centrale nell’attività investigativa è rappresentato dai filmati realizzati casualmente da una troupe televisiva presente nella zona. Le telecamere della trasmissione Mediaset Fuori dal coro avevano ripreso l’episodio e raccolto le dichiarazioni della vittima nell’immediatezza dei fatti. Alcuni spezzoni erano poi stati diffusi sui social network, diventando rapidamente virali.
Gli investigatori di Porta Ticinese hanno incrociato le immagini circolate online con le registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti nell’area. Da questo lavoro è stato ricavato un fascicolo fotografico sottoposto alla vittima e al suo amico, che avrebbero riconosciuto i componenti del gruppo e, in particolare, il sedicenne indicato come l’autore materiale dello strappo della collana.
Sulla base degli elementi raccolti, il gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari che hanno portato all’emissione della misura. Il giovane, destinatario dell’ordinanza della magistratura minorile, è stato quindi accompagnato al Beccaria dagli agenti della polizia di Milano.