Massa (MS)

Un brevetto per ridurre i consumi nella lavorazione del marmo

Emanuele Venturini presenta celle indipendenti per adattare asciugatura e resinatura alle caratteristiche dei materiali.

Emanuele Venturini, imprenditore di una famiglia di Massa attiva da cinque generazioni nel settore del marmo, ha ideato un sistema per l’asciugatura e la resinatura delle lastre. La tecnologia, denominata Heating Cell System, è oggetto di un brevetto rilasciato alla fine di agosto e punta a modificare il modo in cui vengono trattati i materiali lapidei.

L’invenzione nasce dall’esperienza maturata nell’azienda di famiglia, specializzata nella trasformazione della pietra e nella realizzazione di manufatti. Il punto di partenza è l’osservazione dei limiti degli impianti tradizionali: materiali con caratteristiche geologiche, granulometria e grado di fratturazione differenti vengono spesso sottoposti a procedure standardizzate e a tempi di lavorazione simili.

Un impianto pensato per ogni lastra

Il sistema progettato da Venturini mette al centro la singola lastra, che può essere gestita in modo autonomo rispetto alle altre. Senza entrare nei dettagli tecnici coperti dal brevetto, la soluzione prevede una struttura modulare composta da celle indipendenti. Ogni modulo consente di adeguare tempi e condizioni di trattamento alle caratteristiche del materiale, evitando di rallentare necessariamente l’intero ciclo produttivo.

Secondo gli studi e le relazioni tecniche elaborati a supporto del progetto, la soluzione potrebbe consentire una riduzione dei consumi energetici superiore all’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali. Il risultato, stando alla documentazione citata, potrebbe essere ulteriormente migliorato attraverso l’impiego di pompe di calore e fonti rinnovabili, tra cui i collettori solari termici. Nelle condizioni più favorevoli, l’obiettivo indicato è quello di avvicinarsi a un funzionamento a energia quasi zero.

Dal brevetto alla possibile applicazione industriale

La modularità dell’impianto non riguarda soltanto il consumo energetico. La possibilità di calibrare il trattamento sulla singola lastra dovrebbe consentire di lavorare anche materiali più difficili e maggiormente fratturati, mantenendo la continuità della produzione. La concentrazione di più funzioni nella stessa cella può inoltre ridurre i trasferimenti tra impianti diversi, lo spazio necessario e le operazioni di movimentazione di un materiale pesante e fragile, con possibili ricadute anche sulla sicurezza sul lavoro.

Il prossimo passaggio sarà trasformare il progetto in una soluzione industriale. Venturini intende sviluppare la tecnologia con aziende specializzate nella costruzione meccanica, con l’obiettivo di arrivare alla realizzazione di un macchinario destinato al comparto lapideo. Il percorso prende avvio nelle Apuane, territorio nel quale la lavorazione del marmo rappresenta una componente storica dell’identità economica e produttiva locale.