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Pa, competenze e dati per adottare l’intelligenza artificiale

A Roma, istituzioni ed esperti hanno discusso risorse, infrastrutture e programmazione europea dopo il Pnrr

Pa, competenze e dati per adottare l’intelligenza artificiale

Competenze e gestione dei dati sono le principali condizioni indicate per accompagnare l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle pubbliche amministrazioni. A evidenziarlo è stato Carlo Amoruso, managing partner public sector di Bip, intervenuto a Roma durante l’evento dedicato al rapporto tra pubbliche amministrazioni, sovranità europea e intelligenza artificiale.

Le professionalità necessarie

Secondo Amoruso, gli enti pubblici devono ancora rafforzare il proprio patrimonio di competenze, anche attraverso l’apporto di professionalità provenienti dal mercato privato. Il reperimento di queste figure, ha osservato, non è semplice, anche per la minore capacità attrattiva che la pubblica amministrazione può avere rispetto alle imprese private e per i diversi vincoli che ne condizionano l’azione.

Un secondo punto riguarda l’infrastruttura-dato, cioè la capacità di utilizzare le informazioni prodotte quotidianamente dalle infrastrutture. Gli investimenti sostenuti dal Pnrr hanno dato una forte spinta alla realizzazione e al potenziamento di questi sistemi, ma resta da definire in modo efficace chi debba usare i dati e con quali modalità.

Il dopo Pnrr e la programmazione europea

L’incontro ha riunito a Roma rappresentanti delle istituzioni, decisori pubblici, esperti e protagonisti della trasformazione digitale della Pa. Al centro del confronto sono stati il futuro dell’amministrazione, la conclusione del Pnrr e l’avvio della nuova programmazione europea 2028-2034.

Amoruso ha spiegato che l’appuntamento nasce da un percorso interno avviato sei mesi prima attraverso il Bip Circle, una serie di sei incontri specialistici dedicati ad altrettanti temi. L’obiettivo era riunire i risultati emersi da quel lavoro e metterli in relazione con le esigenze del settore pubblico.

Le questioni individuate come trasversali sono quattro: il futuro dopo il Pnrr, le risorse del bilancio europeo 2028-2034 e le differenze rispetto al piano precedente, gli asset infrastrutturali e le risorse umane oggi disponibili, infine le conseguenze concrete dell’intelligenza artificiale per le amministrazioni.

Per il manager, questi temi devono essere affrontati rapidamente anche per la necessità di accelerare l’esecuzione dei progetti. La sfida, ha concluso, consiste nel portare a regime le iniziative finanziate dal Pnrr, comprese quelle sull’intelligenza artificiale, trasformandole in soluzioni stabili e capaci di produrre benefici per cittadini e imprese.