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Mancini: “L’emozione è forte! Se vinciamo sarà una settimana perfetta”

Il CT della Nazionale torna in panchina e sfida il Belgio all'esordio in Nations League

Mancini: “L’emozione è forte! Se vinciamo sarà una settimana perfetta”

C’è sempre una prima volta, anche quando è la seconda. Roberto Mancini si prepara al nuovo debutto sulla panchina azzurra con un’emozione che non nasconde. All’Olimpico, alla vigilia della sfida contro il Belgio, il commissario tecnico racconta le sensazioni di questi giorni e guarda già alla ripartenza della Nazionale.

«L’emozione è forte – ammette –. Sono emozionato già da qualche giorno, da quando sono tornato a Coverciano. Speriamo di cominciare con il piede giusto. Se vinciamo, potrò dire di aver vissuto la settimana perfetta».

Il messaggio è chiaro: niente fantasmi del passato. La sconfitta contro la Bosnia appartiene ormai a un’altra storia. «Non dobbiamo pensarci. Nel calcio capita di perdere partite assurde, ma poi hai la possibilità di rifarti. Dobbiamo concentrarci sul presente e sul futuro, perché sul passato non possiamo incidere».

Contro il Belgio serviranno personalità e leggerezza. Mancini lo sa e prova a togliere peso alla vigilia: «Le sensazioni sono positive. È normale che ci sia un po’ di pressione, ma deve essere uno stimolo, non un freno. I ragazzi devono divertirsi, giocare bene e pensare a quello che sanno fare».

Esposito-Kean, l’idea prende forma

Le scelte non sono ancora tutte definite. Mancini ha deciso la formazione per nove o dieci undicesimi, ma qualche dubbio resta. Uno riguarda l’attacco e, in particolare, la possibile convivenza tra Pio Esposito e Kean nel 4-3-3: «È una possibilità. Hanno le caratteristiche per giocare insieme».

C’è poi il ballottaggio tra Cambiaghi e Zaniolo per l’ultimo posto nel tridente. «Sono soluzioni sulle quali stiamo ragionando», spiega il CT. Tonali, invece, è pienamente disponibile: «Sta bene».

Romano, la fiducia del CT

Una delle novità più interessanti sarà Romano, destinato a partire titolare. Mancini spiega di aver voluto conoscerlo meglio direttamente sul campo: «Lo conoscevo un po’, non benissimo. Per questo ho voluto vederlo dal vivo a Parma, alla prima di campionato. Mi ha fatto davvero un’ottima impressione».

Il centrocampista rappresenta anche il volto della nuova generazione azzurra, quella sulla quale Mancini ha scelto di puntare con decisione. «I giovani hanno qualità e le dimostreranno. Sbaglieranno anche, di tanto in tanto, perché è così che si cresce. Ma non dobbiamo caricarli di troppe responsabilità».

Un concetto che il ct allarga anche a due colonne del presente azzurro: «Donnarumma e Barella, all’inizio, hanno commesso errori che li hanno aiutati nella maturazione».

Tresoldi, la porta resta aperta

Infine il capitolo Tresoldi. Il giovane attaccante, ancora legato al percorso con l’Under 21 tedesca, non ha ancora scelto definitivamente quale Nazionale rappresentare. Mancini racconta il confronto avuto con il giocatore: «Gli abbiamo parlato. Ci ha comunicato che non può prendere una decisione prima di concludere il percorso nell’Under 21 tedesca. Lo ha promesso al CT Di Salvo».

La speranza, però, resta tutta azzurra: «Si sente metà tedesco e metà italiano. Speriamo che a giugno si senta almeno al 51% italiano».

Ora parla il campo. Il Belgio è il primo ostacolo del nuovo percorso. E Mancini chiede alla sua Nazionale una cosa semplice: voltare pagina e ripartire.