Si è conclusa a Maltignano la prima edizione di Parole di Paglia, iniziativa dedicata alla cultura rurale attraverso teatro di strada, circo contemporaneo, musica, laboratori per bambini, land art e incontri. Il programma si è sviluppato nell’arco di tre serate, con l’obiettivo di collegare la memoria contadina alle forme artistiche contemporanee.
Al centro del progetto è stato realizzato un anfiteatro temporaneo in balle di paglia, pensato come spazio gratuito e accessibile al pubblico. La paglia, materiale legato alla storia agricola del territorio, è stata utilizzata come elemento scenografico, artistico e laboratoriale. L’iniziativa è stata promossa dalla Compagnia dei Folli insieme al Comune di Maltignano.
Un programma tra memoria e spettacolo
Nel pomeriggio sono stati organizzati laboratori per i bambini, con attività dedicate al grano e al pane, disegni e la costruzione di piccoli spaventapasseri e streghe utilizzando paglia e materiali di recupero. Dalle 21, l’ingresso all’anfiteatro era accompagnato dalla presenza di uno spaventapasseri sui trampoli della Compagnia dei Folli, prima dell’avvio degli spettacoli serali.
Una parte del programma è stata dedicata agli incontri culturali. Daniele Ciabattoni di Grano Società Agricola ha raccontato il lavoro legato al pane, alle farine e alle produzioni artigianali, soffermandosi sul rapporto tra semi, attese, conoscenze e trasmissione dei saperi. Lo scrittore Luca Capponi ha presentato il libro Gli alberi non scappano, affrontando i temi delle radici, della memoria e del legame con i luoghi.
Nel corso delle serate si sono esibiti il Circo Diatonico, con una proposta tra circo, jazz e sonorità balcaniche, la Microband, che ha unito musica e comicità, e gli A Randerchitte, protagonisti di un momento dedicato al saltarello e alla musica popolare. Le serate si sono concluse con le performance della Compagnia dei Folli, tra scene sui trampoli e lo spettacolo di pali oscillanti Sway Love.
Arte e valorizzazione del territorio
Durante la manifestazione è stato realizzato anche un intervento di land art curato dalla Frida Art Academy, diretta da Zeno Rossi. Le opere sono state concepite in rapporto con il paesaggio, la paglia e l’identità rurale locale, utilizzando materiali naturali e intervenendo temporaneamente nello spazio senza modificarne in modo permanente le caratteristiche.
Secondo la sindaca Federica Filiaggi, la partecipazione è stata significativa nonostante le condizioni meteorologiche poco favorevoli. L’amministrazione ha inoltre richiamato il legame tra il progetto e la storia della frazione Caselle, dove le prime abitazioni, chiamate pincerite, erano costruite con paglia e fango. L’obiettivo indicato dal Comune è proseguire e sviluppare l’iniziativa nelle prossime edizioni.
Parole di Paglia rientra nel progetto M3 – Musei, Mete e Made in Piceno, realizzato con il cofinanziamento della Regione Marche attraverso il bando per la riqualificazione e valorizzazione dei borghi storici. Il progetto coinvolge anche il BIM Tronto, nell’ambito delle attività dedicate ai borghi e alle comunità locali.