La cerimonia per la cittadinanza onoraria a Romeo è diventata l’occasione per riaprire il confronto sul rapporto tra il Pisa e la sua tifoseria. A prendere la parola è stato Adolfo Anconetani, figlio del Presidentissimo, che ha rivolto critiche alla conduzione attuale del club e ha auspicato un maggiore coinvolgimento della città nelle sorti della squadra.
Nel suo intervento, Adolfo ha ricordato con commozione Sandro Mazzola, definito un grande amico del padre e del Pisa. Secondo il racconto di Anconetani, Mazzola contribuì all’arrivo di alcuni giocatori, tra cui Chierico, Bergamaschi e Faccenda, proveniente dal Genoa. Il ricordo della precedente gestione è stato quindi affiancato a una valutazione critica del presente.
Il rapporto con la tifoseria
«Poche piazze possono vantare un amore così incondizionato dei tifosi con la squadra della città», ha detto Adolfo, sostenendo che il padre seppe valorizzare e rafforzare quel legame. A suo giudizio, oggi il rapporto tra il tifo e la società sarebbe invece nullo. Da qui l’invito a mostrare maggiore comprensione verso i sostenitori e a non concentrarsi soltanto sulla dimensione del calcio-azienda o sull’aumento dei prezzi dei biglietti.
Adolfo Anconetani ha inoltre richiamato il ruolo delle famiglie facoltose presenti in città, auspicando che la politica riesca a convincerle a investire nei colori nerazzurri. L’obiettivo indicato è che, nel tempo, il Pisa torni in mano ai pisani. La passione, ha aggiunto, nasce dal cuore e non soltanto dalle disponibilità economiche. Alla cerimonia, per espressa volontà della famiglia Anconetani, non era presente l’attuale dirigenza del club.
Il ricordo del Presidentissimo
Matteo Anconetani, nipote del Presidentissimo, ha poi posto l’attenzione sul nome dello stadio. «Un nome lo stadio di Pisa ce l’ha già ed è quello di mio nonno», ha dichiarato, invitando i giornalisti a utilizzare questa denominazione invece di quella legata a uno sponsor.
Alla cerimonia erano presenti anche alcuni protagonisti del Pisa dell’epoca Anconetani, tra cui gli ex calciatori Lamberto Piovanelli, Luca Giannini, Aldo Dolcetti e Davide Lucarelli. C’era inoltre Paolo Bergamo, ex arbitro internazionale livornese ed ex designatore arbitrale, che ha ricordato l’impegno di Anconetani per il riconoscimento di una divisa ufficiale destinata agli arbitri nelle trasferte internazionali.
In chiusura, Adolfo ha sottolineato quanto il padre, pur non essendo pisano, abbia fatto per la città. Tra gli episodi citati, l’ampliamento dell’Arena e la gestione di una società chiamata a mantenere l’equilibrio di bilancio senza rinunciare alle ambizioni sportive. In quel percorso, ha ricordato, furono valorizzati giovani poi diventati protagonisti del calcio internazionale, come Dunga, Bergreen, Kieft, Chamot e Simeone.