Umberto Spalletti non è più presidente del Consiglio comunale di Corridonia. Ieri sera l’assemblea ha approvato il terzo e ultimo passaggio dell’iter per la sua decadenza, legata alla vicenda delle indennità di funzione corrisposte in misura ritenuta errata dal Comune. Il voto della maggioranza ha confermato la posizione già espressa nelle precedenti sedute.
Tra i consiglieri di maggioranza, l’unica a votare contro è stata Valentina Fioretti, collega di partito di Spalletti. L’opposizione ha invece lasciato l’aula al momento della votazione, come già accaduto nei precedenti passaggi della procedura. A rimanere in aula è stato Sandro Scipioni, che si è astenuto.
Il confronto in aula
La discussione precedente al voto è stata nuovamente caratterizzata dal confronto tra i due schieramenti. Il segretario Benedetto Perroni aveva invitato a evitare riferimenti alle questioni personali dell’ormai ex presidente e a concentrarsi sull’adempimento, già ampiamente esaminato nelle sedute precedenti. Nonostante l’invito, il dibattito ha riproposto alcuni dei nodi politici e amministrativi della vicenda.
Il leader di Pensare Corridonia, Manuele Pierantoni, ha sottolineato la necessità per l’ente di recuperare circa 36mila euro, contestando però la scelta di escludere dall’assemblea un amministratore eletto dai cittadini per una responsabilità che, secondo quanto sostenuto nel dibattito, non sarebbe direttamente riconducibile a lui. Pierantoni ha inoltre richiamato il fatto che il Comune non abbia ancora atteso il parere richiesto al Ministero.
A difesa della procedura sono intervenuti Francesco Calia e Matteo Ceschini, tra i principali sostenitori della posizione assunta dalla maggioranza negli ultimi mesi. Ceschini ha definito la decisione come una scelta presa con la morte nel cuore, confermando tuttavia la necessità di portare a conclusione l’iter.
La successione e il contenzioso
La vicenda apre ora la strada a una nuova composizione dei vertici dell’assemblea. Prima sarà necessario procedere alla surroga del posto vacante in Consiglio, che dovrebbe essere assegnato all’esponente leghista Angelo Menghi. Successivamente si procederà all’elezione del nuovo presidente, destinato a guidare l’assemblea fino alle elezioni comunali del prossimo anno.
Con la decadenza di Spalletti, Corridonia si avvia ad avere il quarto presidente del Consiglio comunale diverso negli ultimi sei anni. Nel 2020 la sfiducia a Nelia Calvigioni, votata dall’allora maggioranza di centrosinistra, aveva portato all’elezione di Riccardo Vecchi, rimasto in carica fino alle elezioni del 2022. Dopo quel voto era stato scelto Spalletti.
Resta però aperta la questione economica. Il Comune avrebbe già recuperato poco meno di 2mila euro richiesti a Vecchi, mentre non ha ancora incassato i circa 36mila euro contestati a Spalletti, che ha presentato ricorso al Tar. L’origine della controversia risale al calcolo delle indennità di funzione: per tre anni l’ente ha applicato gli importi previsti per un Comune sopra i 15mila abitanti, nonostante gli aggiornamenti Istat avessero già collocato Corridonia sotto quella soglia, con conseguenti rimborsi più contenuti.
Dopo aver rilevato l’errore, il Comune ha chiesto la restituzione della differenza, quantificata in poco più di 36mila euro. Spalletti ha contestato sia la somma sia la ricostruzione dell’ente. I tentativi di mediazione non hanno portato a un accordo e la controversia è proseguita sul piano legale, mentre la maggioranza ha ritenuto sussistente una condizione di incompatibilità collegata al contenzioso aperto con il Comune.