Montalto di castro (VT)

Riemerge a Vulci una tomba etrusca dell’élite di 2.600 anni fa

Tre camere funerarie hanno restituito vasellame, armi, ornamenti e oggetti legati ai banchetti.

Una tomba monumentale etrusca è stata riportata alla luce nella necropoli della Polledrara, nell’area dell’antica Vulci. La scoperta è avvenuta durante la campagna di scavo 2026 del progetto internazionale Ritorno a Vulci e riguarda un complesso funerario riconducibile alla fine del VII secolo avanti Cristo, periodo di particolare prosperità per la città e di intensi rapporti con il Mediterraneo.

Gli archeologi hanno identificato il recinto circolare del cosiddetto Tumulo Gsell, già individuato dall’École française de Rome nel 1889 ma mai completamente indagato. All’interno del complesso è stata esplorata la Tomba della camera di pietra, una struttura scavata nei depositi naturali legati all’antico corso del fiume Fiora. Le pareti della camera principale, realizzate con blocchi di nenfro, confermano la monumentalità dell’impianto funerario.

I reperti recuperati nelle tre camere

Le indagini hanno permesso di esaminare integralmente le tre camere funerarie. Nonostante le ripetute attività clandestine subite nel corso del Novecento, il crollo delle coperture ha protetto numerosi materiali, consentendo di recuperare deposizioni e oggetti ancora in situ. Il corredo comprende ceramiche greche di produzione attica e corinzia, vasi locali in impasto decorato e bucchero, armi, componenti di un carro, obeloi, lamine d’oro e di bronzo, oltre a elementi in osso e avorio.

Tra gli oggetti più significativi figurano una rara calzatura femminile, un tripode in bronzo associato a una lucerna in gesso alabastrino e un ricco servizio da banchetto della Polledrara Ware. Il complesso include phialai, olpai, hydriai e dinoi con decorazioni policrome, alcuni ancora nella posizione originaria, oltre a vasi in bucchero, una grattugia per la preparazione del vino e una grande coppa policroma nello stile ionico del Wild Goat.

Un nuovo confronto con i contesti vulcenti

Il ritrovamento offre nuovi elementi per confrontare la necropoli della Polledrara con altri contesti funerari di Vulci conservati in musei internazionali. Tra questi rientra la celebre Tomba di Iside del British Museum, scoperta nel 1839 dai coniugi Bonaparte in un’area vicina al Tumulo Gsell. Le analogie cronologiche e culturali potranno contribuire allo studio dei rituali funerari, delle produzioni artistiche e delle reti di scambio che coinvolgevano l’aristocrazia vulcente.

Al termine delle attività, la tomba e il recinto del tumulo sono stati nuovamente ricoperti per garantirne la conservazione. La ricerca proseguirà nel 2027 con una nuova campagna, seguita dallo studio, dalla pubblicazione e dalla valorizzazione dei risultati. Avviato nel 2023 su concessione del ministero della Cultura, il progetto Ritorno a Vulci riunisce l’École française de Rome, il dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza Università di Roma, il Department of Greece and Rome del British Museum e le istituzioni italiane impegnate nella tutela del patrimonio archeologico.