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Rimborsi sui dazi Usa, il sistema CAPE verso la Fase 3

La dichiarazione CBP aggiornata all’11 settembre indica 122 miliardi di dollari già inviati al Tesoro e 1,3 miliardi ancora fermi.

Il sistema statunitense per la gestione dei rimborsi sui dazi dichiarati illegittimi entra in una nuova fase. In una dichiarazione depositata il 15 settembre 2026 davanti alla United States Court of International Trade, nell’ambito del procedimento Freestyle World, Inc. v. U.S. Customs and Border Protection, Brandon Lord, direttore esecutivo della Trade Programs Directorate di CBP, ha aggiornato il tribunale sul funzionamento di CAPE, acronimo di Consolidated Administration and Processing of Entries.

La Fase 3 partirà il 6 ottobre 2026 e riguarderà le dichiarazioni relative a entries definitivamente liquidate, per le quali la Corte ha disposto la riliquidazione. CAPE è una funzionalità dell’Automated Commercial Environment, la piattaforma usata per la gestione delle merci importate, sviluppata per calcolare ed erogare i rimborsi dei dazi ad valorem applicati in base all’International Emergency Economic Powers Act. Tali dazi sono stati dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema degli Stati Uniti con una sentenza del 20 febbraio 2026.

I numeri del sistema

La prima fase di CAPE è stata resa disponibile a importatori e broker il 20 aprile 2026. All’11 settembre risultavano presentate 286.044 dichiarazioni, delle quali 201.293 avevano superato le verifiche sul formato e sui dati. Tra le principali cause di rigetto figurano la mancata corrispondenza dell’importer of record o del filer, gli errori nel numero di entry e l’utilizzo di file CSV non conformi al modello pubblicato sul portale ACE.

Le dichiarazioni accettate coprivano complessivamente 27,2 milioni di entries. Di queste, 19,94 milioni sono state liquidate o riliquidate senza applicazione dei dazi IEEPA. Altre 6,1 milioni non hanno superato i controlli sulla singola entry, soprattutto perché era trascorso il termine di 90 giorni per la riliquidazione, mancava un numero HTS del Capitolo 99 oppure la posizione era già stata inserita in una precedente dichiarazione CAPE.

Sul fronte finanziario, circa 134,7 miliardi di dollari di rimborsi potenziali e certificati erano stati accettati per l’elaborazione. Di questi, rimborsi per circa 122 miliardi, comprensivi di dazi e interessi, sono stati completati tramite la componente CAPE Refund, certificati da CBP e trasmessi al Dipartimento del Tesoro per il pagamento. Restano invece sospesi 20.184 rimborsi, per un valore complessivo di circa 1,3 miliardi di dollari, perché gli importatori o i soggetti incaricati non hanno comunicato le coordinate bancarie attraverso il sistema ACH.

Requisiti per la terza fase

Il 29 giugno 2026 CBP ha inoltre attivato una funzione che consente di inserire nelle dichiarazioni CAPE le entries non liquidate, o liquidate nei precedenti 80 giorni, contrassegnate per la Reconciliation ma prive della relativa Reconciliation Entry. L’aggiornamento ha ampliato le possibilità operative per gli importatori che in precedenza non potevano includere queste posizioni.

Per accedere alla Fase 3, i ricorrenti devono aver comunicato a CBP un numero valido di importer of record entro il 30 luglio 2026. Chi ha rispettato il termine potrà depositare le dichiarazioni a partire dal 6 ottobre. Per le comunicazioni trasmesse dopo la scadenza, l’autorità doganale statunitense ha annunciato che fornirà istruzioni specifiche.

Gli operatori sono quindi invitati a verificare l’esito delle dichiarazioni già presentate, correggendo eventuali errori formali, e a fornire i dati bancari ACH se ancora mancanti. È inoltre necessario monitorare gli aggiornamenti pubblicati da CBP sul portale ACE, soprattutto in vista dell’avvio della nuova fase.