Gli aumenti delle bollette energetiche non rappresentano più un’emergenza temporanea, ma un problema strutturale che incide sulla competitività delle aziende. A lanciare l’allarme, sul territorio, è Jessica Morelli, presidente di Cna Ferrara, che richiama le istituzioni locali alla necessità di sostenere le attività produttive.
Secondo Morelli, le piccole e medie imprese stanno affrontando rincari che si protraggono da troppo tempo e che, una volta registrati, tendono a non rientrare. Gli effetti riguardano i margini di guadagno, la capacità di investire e le prospettive di crescita e occupazione. Per questo, sostiene la presidente, anche gli enti locali dovrebbero affiancare le imprese e fare pressione sul Governo per ottenere misure più incisive.
I dati dell’indagine nazionale
Il quadro citato da Cna emerge da un’indagine condotta a livello nazionale su un campione rappresentativo di imprese associate appartenenti a diversi settori. Il 78,2% delle aziende considera preoccupanti le tensioni geopolitiche sui mercati energetici, mentre per l’84% il prezzo dell’energia incide in modo rilevante sull’attività.
Negli ultimi sei mesi, il 76,5% delle imprese ha registrato un aumento significativo della spesa energetica. Ancora più alta, pari all’86,7%, è la quota di aziende che nell’ultimo anno ha visto crescere il livello di allarme. Un dato che, secondo Cna, riflette la percezione di un fenomeno destinato a durare e l’assenza di una soluzione ritenuta vicina.
Margini più bassi e richieste al Governo
Le conseguenze economiche sono già visibili. Il 56,7% delle imprese coinvolte nell’indagine ha segnalato una riduzione sensibile dei margini di guadagno. Le realtà artigiane e le aziende più piccole, spiega Morelli, spesso non riescono a trasferire integralmente gli aumenti sui prezzi finali, sia quando lavorano per i consumatori sia quando operano come terziste o fornitrici della grande distribuzione.
La riduzione dei margini si traduce, secondo l’associazione, in minore competitività, meno investimenti e una più limitata capacità di creare ricchezza e occupazione sul territorio. Cna intende portare i risultati dell’analisi al Governo e al Parlamento, accompagnandoli con proposte operative.
Tra le richieste figurano maggiore trasparenza del mercato, strumenti in grado di contenere la volatilità dei prezzi e interventi strutturali, in alternativa a misure occasionali legate alle fasi di emergenza. Gli enti locali, pur disponendo di margini ridotti di intervento diretto, vengono chiamati a sostenere queste istanze insieme alle associazioni imprenditoriali.