La Regione Toscana insorge contro la proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul tetto massimo del 30% agli alunni stranieri nelle classi.
“È puro populismo in vista della campagna elettorale”, dice la sindaca di Firenze Sara Funaro.
Un provvedimento simile, pur se sotto forma di circolare, risale in realtà al gennaio del 2010, quando il ministero dell’Istruzione, allora guidato da Mariastella Gelmini, pubblicò un documento con varie indicazioni volte ad una migliore integrazione degli studenti non italiani, e tra queste quella che gli alunni stranieri non dovessero superare il 30% degli iscritti in ciascuna classe.

“Il governo — attacca Funaro — dovrebbe fare delle cose semplici: finanziare i centri di alfabetizzazione, investire nel sostegno linguistico e nei progetti di integrazione, portando risorse vere alle scuole e agli insegnanti”.
Secondo i dati forniti da Ismu, nel 2025 c’erano, su un totale di 476 mila studenti, di cui 73 mila stranieri, pari al 15,4% del totale, una delle medie più alte d’Italia.
Quanto alla ripartizione in base alle fasce d’età, la maggior concentrazione si trova alla scuola primaria (25 mila stranieri, pari al 18,1%), seguono la scuola media (16,9%), la scuola dell’infanzia (16%) e le scuole superiori (12,2%).
Nel campo delle superiori, la percentuale più alta è negli istituti tecnici (37,6%), seguiti dai licei (31,4%) e dagli istituti professionali (31,1%).

La media degli stranieri nelle scuole comunali fiorentine è del 21,51%, con punte del 27% nel Quartiere 5.
A Firenze esistono i centri di alfabetizzazione del Comune che, attraverso l’investimento annuale di un milione di euro, sostengono l’apprendimento dell’italiano di alunni non italofoni.
Nel 2024/25 hanno visto la partecipazione di 1.205 alunni, di 24 istituti comprensivi e 5 superiori.
Oltre la metà provengono dalla scuola primaria.