Livorno (LI)

Orti urbani di via Goito, scontro politico sulle scelte del Comune

Occhipinti chiede tempi certi dopo l’asta chiusa a 1,16 milioni e il confronto tra tutela del verde e diritti dell’aggiudicatario.

Livorno torna a discutere della vicenda degli orti urbani di via Goito. Matteo Occhipinti, referente provinciale di Futuro Nazionale, partito guidato da Vannacci, accusa l’Amministrazione comunale di aver scelto consapevolmente di non acquisire l’area privata, oggi assegnata a un’impresa attraverso una procedura pubblica. Secondo Occhipinti, questa decisione avrebbe prodotto una situazione nella quale devono essere ora conciliati la tutela del verde, il valore sociale degli orti e i diritti dell’aggiudicatario.

Nel comunicato, il rappresentante politico richiama innanzitutto il tema della legalità. L’area di via Goito, sostiene, sarebbe stata occupata senza titolo per quattordici anni e successivamente interessata da una regolare procedura di vendita. Futuro Nazionale ribadisce di non giustificare le occupazioni abusive e chiede che siano rispettati sia i provvedimenti dell’autorità giudiziaria sia i diritti della proprietà privata.

Le aste e la scelta del Comune

Occhipinti ricostruisce quindi i passaggi economici della procedura. Dopo tre aste andate deserte, l’ultima consentiva di presentare offerte a partire da 973.899 euro, una cifra inferiore a 16 euro al metro quadrato. La gara si è conclusa con l’aggiudicazione dell’intera area per 1,16 milioni di euro, meno di 19 euro al metro quadrato.

Secondo Futuro Nazionale, il Comune conosceva da anni la situazione di via Goito e nel 2025 aveva confermato la possibilità di edificare sull’area. Il sindaco Luca Salvetti, riferisce Occhipinti, avrebbe difeso pubblicamente la scelta di non procedere all’acquisto, ritenendo non conveniente per la collettività un’operazione che, secondo le stime indicate dall’Amministrazione, avrebbe potuto comportare costi tra 4 e 5 milioni di euro in caso di acquisizione o esproprio. L’alternativa prevista era che, attraverso un intervento privato, una parte significativa dell’area venisse successivamente trasferita al Comune e sistemata a verde.

Per il referente provinciale, la mancata acquisizione non è stata dunque una dimenticanza, ma una precisa valutazione politica e amministrativa. La critica riguarda soprattutto il fatto che, nel decidere di non partecipare all’ultima asta, non sarebbero state considerate fino in fondo le conseguenze dell’ingresso di un privato in possesso di un’area da tempo utilizzata come orti urbani.

Il confronto nella maggioranza

La questione ha aperto un confronto anche nell’area politica che sostiene l’Amministrazione. Da una parte, il sindaco Salvetti ha difeso il Piano operativo e la scelta compiuta su via Goito; dall’altra, Europa Verde, componente della maggioranza attraverso Alleanza Verdi e Sinistra, ha chiesto un cambio di direzione, proponendo lo spostamento dei diritti edificatori oppure una variante urbanistica accompagnata dall’esproprio.

Occhipinti chiede quindi di chiarire quale sia la posizione della maggioranza e quale percorso intenda seguire il Comune. Nel frattempo, spiega il comunicato, sono in corso tavoli e tentativi di mediazione per affrontare una situazione che coinvolge residenti, sostenitori della conservazione degli orti e l’impresa che si è aggiudicata legittimamente l’area. Il riferimento politico riconosce inoltre al prefetto Giancarlo Dionisi di aver privilegiato l’ascolto e la mediazione istituzionale, anche per prevenire tensioni e possibili problemi di ordine pubblico.

Nel documento viene ricordato che Livorno dispone già di circa 300 orti urbani comunali, assegnati secondo regole pubbliche. L’acquisizione di via Goito, sostiene Futuro Nazionale, avrebbe potuto consentire di valutare un modello basato sulla proprietà pubblica, sulla tutela del verde e su assegnazioni regolamentate e trasparenti.

La richiesta finale rivolta al sindaco e all’Amministrazione è di indicare tempi e modalità per una soluzione, tenendo insieme il valore sociale degli orti e il rispetto dei diritti dell’aggiudicatario. Per Occhipinti, la mediazione non può trasformarsi in un rinvio indefinito: dopo anni di occupazione senza titolo e dopo l’aggiudicazione, servono chiarezza e assunzione di responsabilità sulle decisioni già adottate.