Il centrodestra di Fermo contesta l’operazione di fusione tra Solgas e Astea e chiede che il punto venga rinviato dal Consiglio comunale convocato per il 24 settembre. La richiesta arriva attraverso un comunicato dei consiglieri comunali, secondo i quali il progetto potrebbe ridurre il valore della partecipazione detenuta dal Comune e limitare il peso dell’ente nelle future decisioni societarie.
La contestazione sui valori
Al centro della polemica c’è la cosiddetta put option, cioè la possibilità di vendere le quote. Secondo i consiglieri, allo stato attuale la clausola consentirebbe a Fermo di incassare circa 5,3 milioni di euro. Dopo la fusione, invece, il valore dell’opzione scenderebbe a 2,28 milioni, una cifra che il gruppo consiliare considera sproporzionata rispetto al valore attuale di Solgas.
Nel documento viene ricordato che, dopo l’operazione, Fermo dovrebbe detenere il 5 per cento della società risultante, mentre la quota di Porto San Giorgio sarebbe pari al 4,6 per cento. I consiglieri sostengono però che le due partecipazioni avrebbero un’opzione di vendita quasi equivalente, con poco più di 2 milioni per ciascun Comune. A loro giudizio, questo comporterebbe la perdita della possibilità di valorizzare la partecipazione fermana per oltre 5 milioni.
Un ulteriore elemento di critica riguarda la rappresentanza negli organi societari. Secondo quanto riferito dal centrodestra, Porto San Giorgio avrebbe ottenuto un posto nel consiglio di amministrazione, mentre Fermo sarebbe rappresentata soltanto da un componente di minoranza del collegio sindacale. I consiglieri ritengono che, con una quota del 5 per cento e senza un proprio rappresentante nel Cda, il Comune avrebbe margini ridotti per incidere sulla gestione di Astea Energia.
La richiesta di rinvio
Nel comunicato viene inoltre contestata la disponibilità di dati ritenuti non aggiornati. La situazione finanziaria di Astea Energia, spiegano i consiglieri, risalirebbe al dicembre 2025. Viene anche chiesto di chiarire per quale motivo non sia stata predisposta la relazione dell’esperto prevista dal Codice civile e come si sia arrivati alla riduzione del valore attribuito a Solgas, indicata in circa 3 milioni di euro nell’arco di tre anni.
Il gruppo di opposizione propone di valutare l’esercizio immediato della put option, con l’incasso dei 5,3 milioni di euro, somma che potrebbe essere destinata a investimenti o utilizzata per sostenere i conti comunali. I consiglieri sostengono inoltre che, dopo la fusione, sarebbero necessari circa 15 anni di dividendi per recuperare il valore economico oggi associato alla partecipazione.
Per queste ragioni il centrodestra annuncia che chiederà formalmente il rinvio del provvedimento durante la seduta consiliare. La richiesta è quella di organizzare un confronto pubblico e di fornire chiarimenti sui valori societari, sulla rappresentanza negli organi di Astea e sulle conseguenze finanziarie dell’operazione. Le valutazioni espresse nel comunicato sono quelle dei consiglieri di opposizione; nel testo non è riportata una replica dell’amministrazione comunale.