Ha ritrattato in aula le accuse rivolte al compagno della madre, sostenendo di essersi inventata tutto per gelosia. La giovane, oggi 18enne, era stata ascoltata nell’ambito di un procedimento per violenza sessuale a carico dell’uomo, accusato di averla toccata nelle parti intime quando lei aveva 12 anni.
La denuncia e le indagini
I fatti contestati risalgono al 2021. All’epoca la ragazzina aveva raccontato alla madre di essere stata molestata dal suo compagno. La segnalazione aveva fatto partire le indagini e la minore era stata ascoltata in audizione protetta, alla presenza di un neuropsichiatra infantile.
In quella fase la testimonianza era stata ritenuta attendibile e l’uomo era stato quindi chiamato a rispondere delle accuse. A difenderlo nel processo è l’avvocato Daniela Pellizzari. Il procedimento riguardava presunti episodi di violenza sessuale ai danni della ragazza, che all’epoca dei fatti era minorenne.
La ritrattazione in aula
Nei giorni scorsi, durante il processo, è arrivato il colpo di scena. La giovane ha dichiarato di avere accusato ingiustamente il compagno della madre e ha spiegato la propria condotta con la gelosia nei confronti della madre, affermando di essersi inventata le molestie.
Alla luce delle nuove dichiarazioni, il pubblico ministero Ornella Chicca ha chiesto l’assoluzione dell’imputato. La richiesta è stata accolta e l’uomo è stato assolto dalle accuse contestate. La decisione è arrivata dopo la ritrattazione della presunta vittima, la cui precedente testimonianza era stata inizialmente considerata attendibile dagli investigatori.