Forli' (FC)

Forlì, Pd: dieci alberi a rischio al Parco della Resistenza

Il gruppo dem sollecita verifiche e dimissioni dell’assessore Petetta dopo la tempesta e denuncia ritardi nella cura del verde.

Il Partito democratico di Forlì torna ad attaccare la giunta comunale per le condizioni del Parco della Resistenza, colpito dalla tempesta del 21 agosto, e chiede le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta. Secondo il gruppo consiliare, i danni registrati nell’area verde non sarebbero riconducibili soltanto alla violenza del maltempo, ma anche a una situazione precedente di carente manutenzione.

A sostegno della propria posizione, il Pd cita il registro delle schede delle alberature e i sopralluoghi effettuati dagli enti di controllo. Dalla documentazione, affermano i dem, emergerebbe che dieci alberature erano già state individuate per un abbattimento urgente tra marzo e aprile 2026, con classi di rischio estremo o elevato. Gli interventi, prosegue la contestazione, sarebbero rimasti in lavorazione oppure non sarebbero stati eseguiti.

Le contestazioni sulla manutenzione

Tra i casi indicati dal Pd ci sarebbero piante con carie gravi, fusti inclinati e lesioni strutturali al colletto. Altri oltre trenta alberi, secondo la ricostruzione del partito, attendevano da mesi o anni interventi di rimozione del secco, potature di alleggerimento della chioma o approfondimenti diagnostici sulla stabilità interna dei fusti e delle branche compromesse. Tra gli strumenti ipotizzati vengono citate tomografie soniche e indagini dendrometriche.

Per il Pd, dunque, il vento del 21 agosto avrebbe rappresentato soltanto l’innesco di una situazione più ampia: la manutenzione ordinaria e straordinaria, definita scarsa e ritardata, avrebbe creato le condizioni per il crollo delle piante e per il degrado osservato nel parco. Il gruppo chiede una programmazione tempestiva degli interventi, in materia di sicurezza dei cittadini e tutela dell’ecosistema urbano, invece di risposte limitate alla fase emergenziale.

Costi dei lavori e condizioni del laghetto

Il Comune ha rendicontato 381mila euro di spese per i lavori urgenti ed è in attesa della dichiarazione dello stato d’emergenza da parte della Regione. La stima complessiva dei danni sfiora i 900mila euro. Il 9 settembre l’amministrazione aveva inoltre annunciato la riapertura del Parco della Resistenza entro due settimane.

Il Pd ha poi diffuso anche l’esito dei rilievi svolti da Arpae e Ausl Romagna il 17 e 18 agosto sul laghetto del parco, pur precisando che il tema non riguarda direttamente gli alberi crollati. Le relazioni avrebbero evidenziato criticità igienico-sanitarie: i quattro ossigenatori e mescolatori risultavano disattivati da maggio 2026 per un guasto elettrico, mentre l’immissione d’acqua tramite fontanella, attiva soltanto con un timer diurno, sarebbe stata insufficiente a compensare l’evaporazione estiva.

Secondo quanto riferito dal partito, i bocchettoni di scarico si trovavano 20-30 centimetri sopra il livello dell’acqua, lasciando lo specchio d’acqua stagnante. Sul fondo sarebbero stati rilevati diversi centimetri di materiale organico vegetale sedimentato e rifiuti plastici, in un contesto che, sempre secondo la documentazione citata, non sarebbe stato sottoposto a pulizia da almeno tre o quattro anni. L’Ausl avrebbe disposto interventi correttivi entro 24 ore. Il Pd considera queste contestazioni, insieme a quelle sul verde pubblico e sul Parco Urbano, ulteriori elementi a sostegno della richiesta di dimissioni dell’assessore Petetta.