SALUZZO/CUNEO – Due episodi distinti riaccendono l’attenzione sulle condizioni di sicurezza nelle carceri piemontesi. A Saluzzo una lite tra detenuti è stata interrotta dall’intervento della Polizia Penitenziaria, mentre al termine della colluttazione è stata trovata a terra una lama rudimentale. A Cuneo, invece, tre agenti sono rimasti feriti durante le operazioni necessarie a contenere una violenta lite tra due detenuti.
I sindacati OSAPP e SAPPE chiedono rinforzi e misure urgenti
A Saluzzo, secondo quanto riferito dal SAPPE, gli agenti sono intervenuti rapidamente riuscendo a separare i due detenuti e a impedire che lo scontro avesse conseguenze più gravi. Il successivo ritrovamento della lama ha però aggiunto un ulteriore elemento di preoccupazione per la sicurezza dell’istituto. «Il ritrovamento di una lama dopo una colluttazione tra detenuti dimostra concretamente quali siano i rischi che il personale affronta quotidianamente», afferma il segretario generale del SAPPE Donato Capece.
Il sindacato collega l’episodio alle criticità che, a suo giudizio, interessano l’intero distretto Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta. Il SAPPE riferisce di 57 aggressioni registrate a Torino, di quasi 700 detenuti nel carcere di Genova Marassi e di una grave carenza di personale ad Aosta. Complessivamente, secondo l’organizzazione, mancherebbero centinaia di unità di Polizia Penitenziaria e lo straordinario sarebbe diventato strutturale. Nel distretto sono stati assegnati 30 nuovi agenti.
Il SAPPE, insieme a OSAPP, UIL FPL Polizia Penitenziaria e USPP, ha inoltre proclamato lo stato di agitazione e ha formalizzato al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria la richiesta di valutare l’avvicendamento del Provveditore regionale Mario Antonio Galati.
Un episodio distinto si è verificato nella serata di venerdì 18 settembre nel carcere di Cuneo, nella Seconda Sezione Gesso. Secondo quanto riferito dall’OSAPP, tre appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti durante l’intervento per contenere una violenta colluttazione tra due detenuti.
Gli agenti, intervenuti per riportare la situazione sotto controllo, hanno riportato lesioni con prognosi comprese tra tre e nove giorni. Per fronteggiare i disordini è stato inoltre necessario richiamare in servizio personale di Polizia Penitenziaria libero dal servizio, così da rafforzare il dispositivo di sicurezza e contribuire al ripristino dell’ordine nell’istituto.
«Ancora una volta gli agenti sono intervenuti con tempestività e professionalità per impedire che uno scontro tra detenuti potesse avere conseguenze ancora più gravi», dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’OSAPP. Il sindacato pone l’accento sulle condizioni operative degli agenti e sulla necessità di disporre, secondo l’organizzazione, di organici adeguati, strumenti idonei e un’organizzazione del servizio in grado di garantire la sicurezza del personale.
«Tre agenti sono dovuti ricorrere alle cure mediche e hanno riportato prognosi da tre a nove giorni. Non possiamo considerare tutto questo come una normale componente del lavoro», sostiene Beneduci, chiedendo interventi da parte dell’Amministrazione Penitenziaria e delle istituzioni competenti.
I due episodi, pur distinti, vengono quindi indicati dalle organizzazioni sindacali come esempi delle difficoltà operative affrontate quotidianamente dalla Polizia Penitenziaria. Le richieste avanzate riguardano in particolare il rafforzamento degli organici, l’organizzazione dei servizi e le condizioni di sicurezza negli istituti.