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Simeone sfida Mourinho: il derby di Madrid è già acceso

Diego Pablo Simeone presenta la sfida al Real: attenzione alle transizioni, fiducia in Alvarez e spazio anche per Lookman.

Simeone sfida Mourinho: il derby di Madrid è già acceso

Il derby di Madrid non ha bisogno di ulteriori motivazioni per diventare una partita speciale, ma questa volta alla rivalità tra Atletico e Real si aggiunge anche quella tra due allenatori abituati a vivere il calcio con grande intensità. Da una parte Diego Simeone, dall’altra José Mourinho: due figure che hanno scritto pagine importanti del calcio europeo e che domani, alle 16.15, si ritroveranno al centro di una sfida nella sfida. La partita sarà trasmessa in diretta sul canale 20 e, per il tecnico dell’Atletico, tutto ciò che è accaduto prima dovrà essere lasciato fuori dal campo.

Simeone ha infatti invitato a non caricare il derby di significati legati alle gare precedenti. Il suo Atletico dovrà concentrarsi esclusivamente sulle caratteristiche del Real e sulle difficoltà che i rivali possono creare, soprattutto quando riescono a recuperare il pallone e a lanciare immediatamente i propri uomini offensivi. “Siamo abituati al fatto che la partita precedente non sia collegata al Clasico. Non capisco perché le nostre partite precedenti o le loro debbano avere a che fare con questa gara. Le caratteristiche delle due squadre sono queste: loro hanno una transizione più potente della nostra. A ogni pallone perso cercano quella soluzione con Mbappé e Vinicius. Da parte nostra, dobbiamo cercare di non perdere palloni, che è ciò in cui hanno dimostrato di essere più forti”, ha detto il tecnico dei Colchoneros.

È proprio la gestione del possesso a rappresentare uno dei temi principali della vigilia. Il Real può trasformare una palla recuperata in un’occasione in pochissimi secondi, sfruttando la velocità e la capacità di attaccare gli spazi di Mbappé e Vinicius. L’Atletico dovrà quindi trovare il modo di limitare le perdite di pallone nelle zone più delicate del campo, evitando di concedere ai rivali la possibilità di correre verso la porta.

Poi c’è il capitolo Mourinho, un confronto che inevitabilmente richiama alla memoria sfide del passato. Simeone non nasconde la stima nei confronti del tecnico portoghese e, alla vigilia del nuovo appuntamento, ha preferito concentrarsi sul rapporto personale più che sui precedenti. “Mettermi a pensare a così tanti anni fa… Ho molta ammirazione per Mourinho. Lo ammiro. Lui sa l’affetto che provo per lui. Speriamo di competere come abbiamo fatto quando ci è capitato di affrontarci”.

Sul terreno di gioco potrebbe trovare spazio anche Julian Alvarez. L’argentino sarà a disposizione, ma Simeone non ha ancora sciolto le riserve sul suo impiego dal primo minuto. “Sarà con noi. Poi decideremo se partire dall’inizio o entrare a gara in corso”. Una scelta che verrà presa valutando le condizioni del giocatore e le esigenze della partita, in una sfida nella quale ogni dettaglio può avere un peso significativo.

Tra gli altri temi affrontati dall’allenatore c’è anche quello relativo ad Ademola Lookman. L’attaccante rappresenta una risorsa particolare per l’Atletico grazie alla capacità di creare superiorità nell’uno contro uno, una caratteristica che Simeone considera particolarmente preziosa. “È un calciatore che ha un profilo che non abbiamo molto. È quello che salta di più l’uomo nell’uno contro uno al limite dell’area. Abbiamo bisogno di lui, che giochi 60, 70 minuti o quello che sarà. Ci ha fatto molto bene da quando è arrivato e anche se il suo inizio di stagione non è quello che lui avrebbe voluto, abbiamo bisogno di lui”.

Il derby si presenta dunque come una prova di attenzione e personalità per l’Atletico. Simeone sa che servirà una squadra capace di contenere la velocità del Real senza rinunciare alle proprie qualità, sfruttando a sua volta le occasioni per mettere in difficoltà la difesa avversaria. Alvarez resta un’opzione da valutare, Lookman una carta importante e la gestione del pallone il punto da cui partire. Il resto lo decideranno il campo e quei novanta minuti nei quali, come vuole Simeone, passato e futuro dovranno finalmente smettere di contare.