Pisa (PI)

A Pisa oltre 300 in bici per andare al lavoro

Università, Cnr e Fiab chiedono percorsi più sicuri lungo l’itinerario cittadino

Oltre 300 biciclette hanno attraversato ieri mattina il centro storico di Pisa per la seconda edizione di Bike2Work, l’iniziativa rivolta a lavoratori e studenti che scelgono di raggiungere in bicicletta il luogo di lavoro o di studio. I partecipanti, riconoscibili dalle magliette gialle e dai cartelli con il messaggio Io vado a lavoro in bicicletta, hanno voluto richiamare l’attenzione sulla possibilità di ridurre la dipendenza dall’automobile negli spostamenti quotidiani.

La pedalata ha riunito le comunità dell’Università di Pisa, della Scuola Normale Superiore, della Scuola Superiore Sant’Anna, del Cnr-Area della Ricerca di Pisa e dell’Infn-Sezione di Pisa. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con Fiab Pisa e con il patrocinio del Comune, nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità. I gruppi sono partiti da diversi punti di raccolta e si sono ritrovati in piazza dei Cavalieri, prima di attraversare Borgo Stretto, piazza Garibaldi e i quattro Lungarni, con arrivo in piazza XX Settembre.

Una scelta possibile per gli spostamenti brevi

Secondo Marco Avvenuti, referente per la mobilità sostenibile dell’Università di Pisa, la partecipazione all’iniziativa dimostra l’interesse per forme di spostamento alternative, anche se il numero dei presenti rappresenta ancora soltanto una parte delle persone che potrebbero utilizzare la bicicletta. Il tema, ha spiegato, è creare le condizioni perché questa scelta sia accessibile e sicura. Molte distanze cittadine sono inferiori ai 5 chilometri, una caratteristica che renderebbe la bicicletta un’alternativa concreta all’auto.

Avvenuti ha sottolineato anche i possibili effetti sulla qualità dell’aria, sul traffico e sulla vita sociale della città. Tra i partecipanti c’era Giorgia Benassi, dottoranda, secondo cui un maggiore uso della bicicletta potrebbe contribuire a ridurre inquinamento e congestione. Ervin Hadziosmanovic, anch’egli dottorando e alla sua seconda partecipazione, ha invece evidenziato la necessità di far conoscere meglio questa possibilità: molte persone, ha osservato, ritengono che gli spostamenti siano troppo lunghi senza aver mai provato a percorrerli in bici.

La richiesta di più sicurezza

Accanto al messaggio sulla mobilità sostenibile, durante l’iniziativa è arrivata una richiesta rivolta all’amministrazione comunale. Leonora Rossi, presidente di Fiab, ha accusato il Comune di aver fatto poco nell’ultimo anno sul tema e ha chiesto interventi per rendere più sicura la circolazione delle biciclette. Tra le proposte indicate dai partecipanti ci sono l’introduzione della città 30 e il completamento di piste ciclabili più sicure e continue.

La questione riguarda in particolare il rapporto tra la popolazione universitaria e gli enti di ricerca e il sistema degli spostamenti urbani. Secondo la nota diffusa dagli organizzatori, ogni giorno decine di migliaia di persone gravitano intorno a queste realtà, generando migliaia di percorsi. La loro scelta, sostengono le istituzioni coinvolte, potrebbe contribuire alla transizione verso forme di mobilità meno dipendenti dall’automobile privata, a condizione che la rete ciclabile e la sicurezza stradale accompagnino il cambiamento.