Rimini (RN)

Il complesso di San Lorenzo a Monte candidato ai Luoghi del Cuore Fai

Il complesso, chiuso dal 2004, conserva resti romani, una basilica bizantina, un battistero e sepolture di epoche diverse.

La delegazione Fai di Rimini ha presentato il 18 settembre 2026, nella sala San Gaudenzo della diocesi, la candidatura del Complesso Ecclesiale di San Lorenzo a Monte al censimento Luoghi del Cuore. Il sito, situato sul colle di Covignano e chiuso al pubblico dal 2004, è al centro di un percorso promosso dalla diocesi per restituire alla città un patrimonio storico, artistico e archeologico sviluppatosi nell’arco di circa duemila anni.

Le stratificazioni del sito

Come spiegato dall’archeologo Marcello Cartoceti, l’area non conserva soltanto i resti di un tempio romano. Sono documentate anche una grande basilica bizantina del VI secolo, realizzata secondo un modello ravennate, e la chiesa settecentesca legata alla presenza dei Benedettini e degli Olivetani. Il complesso comprende inoltre un’abside decorata con tessere dorate, un battistero e centinaia di sepolture appartenenti a epoche diverse, tra cui una con un corpo mummificato. La pieve era già esistente prima dell’anno Mille.

L’architetto Massimo Mori ha sottolineato il valore del luogo per la memoria cittadina, ricordando che qui si sono sposate migliaia di persone. A San Lorenzo a Monte si concentrano, secondo la ricostruzione presentata durante l’incontro, tre passaggi fondamentali della storia e dell’arte di Rimini: il tempio, la basilica paleocristiana e la chiesa settecentesca.

Risorse e progetti per il futuro

La diocesi ha già investito 187 mila euro, ottenuti attraverso un bando regionale sull’architettura rurale sostenuto da fondi Pnrr, per mettere in sicurezza la facciata e la copertura. Al finanziamento si sono aggiunti 15 mila euro raccolti con una campagna di crowdfunding, con il contributo di Banca Malatestiana. Le somme hanno permesso di realizzare una nuova porta monumentale in metallo sulla scala di accesso alla pieve.

Il portale, progettato dallo Studio A dell’architetta Alessandra Dallari, richiama la poesia X agosto di Giovanni Pascoli, la notte di San Lorenzo, lo sciame meteorico delle Perseidi e il martirio del santo. L’opera è stata inaugurata il 28 novembre 2025. Per l’economo della diocesi di Rimini, don Danilo Manduchi, la porta rappresenta una soglia fisica tra il giardino e il sagrato, ma anche il simbolo di una nuova fase per il complesso.

Gli obiettivi indicati dalla diocesi non si limitano al restauro delle strutture. La prospettiva è creare un luogo in cui ricerca archeologica, conservazione e valorizzazione dei beni possano offrire formazione e opportunità a giovani archeologi, restauratori e operatori della cultura. Tra le ipotesi figura anche l’inserimento del sito nel cammino francescano da Rimini a La Verna.

Durante la presentazione, il vescovo di Rimini Nicolò Anselmi ha richiamato il valore collettivo del complesso e la necessità di renderlo accessibile alla comunità. Il sindaco Jamil Sadegholvaad ha invitato istituzioni e cittadini a collaborare per reperire le risorse necessarie, mentre don Renzo Rossi, parroco di San Fortunato, ha ricordato di seguire il progetto fin dal suo insediamento nel 1998.

Il capo delegazione Fai Rimini Marco Moretti ha infine invitato a sostenere la candidatura. È possibile esprimere il proprio voto online sulla pagina ufficiale dell’iniziativa oppure attraverso i moduli cartacei disponibili presso la delegazione Fai di Rimini e nei punti di raccolta presenti sul territorio.