Villafranca d'Asti (AT)

Scienza e spiritualità si incontrano sull’acqua a Villafranca d’Asti

Relatori differenti hanno unito dimensione biblica, responsabilità ambientale, tutela della casa comune.

Scienza e spiritualità si sono incontrate nella chiesa di San Rocco, a Villafranca d’Asti, durante la serata Custodire l’acqua, curare la vita. Noi, alleati per un futuro che fiorisce. L’iniziativa, organizzata martedì 15 settembre dall’Associazione Culturale Per San Rocco, si è svolta nell’ambito del Tempo del Creato 2026.

Il percorso, promosso ogni anno dal 1° settembre al 4 ottobre, coinvolge comunità cristiane di diverse confessioni in momenti di preghiera, riflessione e azione dedicati alla cura della casa comune. Per il 2026 il tema scelto è Acqua Viva, richiamato dalla visione del profeta Ezechiele nella quale l’acqua che sgorga dal Tempio risana le terre, rivitalizza le acque e sostiene la vita.

Il valore dell’acqua tra natura e tradizione

A sviluppare il tema sono stati Francesco Scalfari, antropologo, e Carlo Pertusati, patrologo, con due prospettive complementari. Scalfari ha ripercorso il ruolo dell’acqua nella storia dell’umanità e nei processi naturali che sostengono la vita: dalle grandi civiltà nate lungo i fiumi alla composizione del corpo umano, fino alla fotosintesi clorofilliana. La stessa molecola, ha ricordato, attraversa gli stati solido, liquido e gassoso e partecipa al complesso ciclo bio-geo-chimico che contribuisce a modellare il pianeta.

Pertusati ha illustrato invece le origini e il significato del Tempo del Creato, soffermandosi sulla sua dimensione ecumenica e sulla presenza dell’acqua nella tradizione biblica. Al centro del suo intervento è stata posta la vicenda del popolo d’Israele nel VI secolo avanti Cristo, dalla distruzione di Gerusalemme e del Tempio alla deportazione in Babilonia, fino alla successiva liberazione.

La responsabilità nella cura del creato

In questo contesto si colloca la visione di Ezechiele: dal Tempio non scorre più il sangue dei sacrifici, ma un’acqua che aumenta progressivamente e porta vita e risanamento. Un’immagine di rinascita che, nella tradizione cristiana, trova ulteriore sviluppo nelle parole di Gesù sull’acqua viva.

La riflessione si è quindi spostata sulle responsabilità dell’uomo nei confronti dell’ambiente. Sollecitati da Patrizia Grosso, presidente dell’Associazione Per San Rocco, i relatori hanno richiamato le conseguenze dell’alterazione degli equilibri naturali. Scalfari ha sottolineato, con un’immagine evocativa, come anche il mondo apparentemente inanimato possa soffrire quando tali equilibri vengono compromessi.

Pertusati ha richiamato alcune recenti riflessioni di Leone XIV sulla responsabilità personale e collettiva nella cura del creato e sulle cosiddette strutture di peccato, evidenziando il legame tra giustizia, pace e salvaguardia dell’ambiente. Nel Messaggio per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato del 1° settembre 2026, il pontefice invita a una conversione del cuore capace di tradursi in responsabilità e cura, collegando degrado ecologico, conflitti, ingiustizia e sofferenza umana.

La serata ha così riunito antropologia, scienza, storia biblica e spiritualità, riportando l’acqua al suo significato di elemento indispensabile alla vita e di simbolo di rigenerazione. Il prossimo appuntamento dell’associazione, realizzato con il patrocinio del Comune di Villafranca d’Asti e in collaborazione con l’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano, è previsto per venerdì 25 settembre con la presentazione del libro Insultario Piemontese-Italiano di Paolo Sirotto, alla presenza di Davide e Linus dei Farinei dla Brigna.