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Messner torna sulla roccia che gli mostrò il Nanga Parbat

A 82 anni, l’alpinista ripercorre in Pakistan il luogo d’origine della spedizione conclusa con la morte del fratello Günther

Messner torna sulla roccia che gli mostrò il Nanga Parbat

Reinhold Messner è tornato in Pakistan, sulla roccia da cui, 56 anni fa, insieme al fratello Günther vide per la prima volta in lontananza la mole del Nanga Parbat, la vetta di 8.126 metri che avrebbe segnato profondamente la sua storia personale e alpinistica. A 82 anni, l’alpinista ha raggiunto nuovamente quel punto, documentando la salita con un video e un messaggio pubblicati sui propri canali social.

Il ritorno nel luogo dell’inizio

Il viaggio ha avuto per Messner un significato che va oltre la semplice rievocazione di una salita. In quel luogo, ha ricordato, tutto ebbe inizio: la montagna osservata per la prima volta da lontano divenne negli anni molto più di una parete da scalare, assumendo un valore legato alla memoria, alla famiglia e alle esperienze vissute lungo il percorso.

«Oggi sono tornato sulla roccia da cui Günther ed io vedemmo per la prima volta il Nanga Parbat in lontananza. Oggi sono risalito fin lassù. Qui è iniziato tutto. Per me, il Nanga Parbat è diventato molto più di una semplice montagna», ha scritto l’alpinista nel messaggio che accompagna le immagini. La nuova salita è stata così presentata come un ritorno alle origini e alle tracce di una vicenda rimasta centrale nella sua vita.

La tragedia del 1970

Il Nanga Parbat è anche il luogo della tragedia che coinvolse i due fratelli. Il 29 giugno 1970, dopo aver raggiunto la vetta, Reinhold e Günther iniziarono la discesa lungo il versante opposto. Durante la traversata, Günther perse la vita, travolto da una valanga di ghiaccio. Quella vicenda è diventata una delle pagine più drammatiche della storia dell’alpinismo e continua a intrecciarsi con il ricordo che Messner conserva della montagna.

Il video pubblicato sui social mostra dunque un gesto personale e simbolico: il ritorno, dopo oltre mezzo secolo, nel punto dal quale i due fratelli avevano guardato per la prima volta la grande vetta pakistana. Nel suo messaggio, Messner ha collegato la salita al desiderio di condividere la propria esperienza e di trasmettere ad altri il significato di una storia che unisce esplorazione, memoria e perdita.