Fermo (FM)

Fiere di Milano, fiducia cauta per il distretto fermano

CNA sollecita Regione e Camera di Commercio: il calo delle imprese può limitare la risposta a nuovi ordini.

Le fiere Micam, Mipel e Lineapelle, concluse a Milano, hanno restituito segnali di lieve miglioramento nell’affluenza e nell’interesse dei compratori rispetto alle precedenti edizioni. Per il comparto della moda, della calzatura e della pelletteria del territorio fermano si tratta di un elemento che alimenta una fiducia ancora prudente sulle prospettive commerciali.

Le richieste alle istituzioni

Il dato emerso dagli incontri con gli espositori viene considerato positivo da CNA Fermo, ma secondo l’associazione non è sufficiente, da solo, a garantire nuovi ordinativi. Il segretario generale Andrea Caranfa ha ribadito la necessità di maggiori investimenti strutturati per la promozione internazionale e per il sostegno alle imprese, rivolgendosi in particolare alla Regione Marche e alla Camera di Commercio Marche.

Secondo Caranfa, l’interesse mostrato dai buyer può aprire prospettive per le aziende del distretto, a condizione che venga preservata la capacità produttiva locale. Tra le priorità indicate figurano anche la valorizzazione del Made in Italy nelle manifestazioni fieristiche e il rafforzamento delle iniziative di accompagnamento verso i mercati esteri.

La capacità produttiva da preservare

Paolo Mattiozzi, imprenditore del settore moda e pelletteria e presidente di CNA Federmoda Fermo, ha sottolineato l’importanza di continuare a investire nel territorio e nelle competenze che caratterizzano le produzioni locali. Le risorse destinate all’internazionalizzazione, ha osservato, devono essere accompagnate da interventi capaci di sostenere concretamente il sistema produttivo.

La questione centrale riguarda la possibilità di rispondere a un eventuale aumento della domanda. La progressiva uscita dal mercato di numerose aziende della filiera ha infatti ridotto la capacità produttiva del distretto e indebolito un patrimonio di professionalità e lavorazioni. Da qui la domanda posta da Caranfa e Mattiozzi: se l’interesse registrato a Milano si traducesse in nuovi ordini, il territorio sarebbe oggi in grado di soddisfarli?

Per i vertici dell’associazione, ogni chiusura rischia di lasciare un vuoto in termini di competenze, lavorazioni e capacità produttiva, con effetti sull’intero comparto. La tenuta della filiera, con le sue aziende e le persone che vi lavorano, viene quindi indicata come una condizione essenziale per mantenere la competitività del territorio fermano e trasformare l’attenzione raccolta nelle fiere in opportunità commerciali concrete.