Buona la prima per Kamil Grabara. Il portiere polacco, sbarcato alla Juventus negli ultimi giorni della sessione di mercato in prestito con diritto di riscatto dal Wolfsburg, ha lasciato subito il segno. All’esordio europeo con la maglia bianconera è arrivato un clean sheet impreziosito da un assist decisivo per il gol di Nico Gonzalez nella larga vittoria per 5-0 contro il NEC. Una prestazione che ha attirato anche l’attenzione di Spalletti, che al termine della partita ha voluto sottolineare le qualità del nuovo estremo difensore: “Devo fare i complimenti a Grabara perché ha fatto vedere la sua qualità con i piedi”.
Se la precisione e la personalità nella gestione del pallone hanno rappresentato uno degli aspetti più apprezzati della sua prova, a colpire i tifosi è stata anche la particolare maschera protettiva blu che Grabara porta sul volto ogni volta che scende in campo. Un elemento diventato ormai caratteristico della sua immagine e che accompagna il portiere dal 2022. Ma qual è l’origine di questa protezione?
Nel luglio del 2022, quando difendeva i pali del Copenhagen in Danimarca, Grabara fu vittima di un violento scontro con l’avversario Mathias Ross, riportando la frattura delle ossa facciali. L’infortunio rese necessario un intervento chirurgico durato oltre sette ore e lo costrinse a restare lontano dal terreno di gioco per circa due mesi e mezzo. Tempo dopo, il portiere aveva ricordato così quei momenti: “Mentirei se dicessi che sono stati giorni facili subito dopo l’incidente – ha raccontato il portiere qualche tempo dopo – ma poteva andare peggio. In realtà sono stato piuttosto fortunato a scamparla, anche se sono stato operato per sette ore. Penso che i medici abbiano fatto un ottimo lavoro. Sono contento di non aver perso la vista”.
Dopo il recupero, Grabara ha continuato a utilizzare una maschera in carbonio, trasformandola in una presenza costante durante le partite. La protezione gli garantisce maggiore sicurezza e, con il tempo, è diventata anche un tratto distintivo che lo ha accompagnato durante l’esperienza in Germania. Quanto al colore, invece, non c’è alcun significato scaramantico: il blu è una scelta esclusivamente estetica, legata al fatto che si abbina facilmente alle tonalità tradizionalmente utilizzate per le divise dei portieri.