Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la “Stanza Rosa” del Pronto Soccorso dell’Ospedale Misericordia di Grosseto, presidio simbolo dove è nata l’esperienza del Codice Rosa.
Il progetto rappresenta un percorso di accesso facilitato al Pronto Soccorso dedicato alle vittime di violenza, in particolare a soggetti di sesso femminile, minori e persone discriminate.
La nascita e l’evoluzione della rete di supporto
La struttura, nata nel 2010 nell’Azienda USL 9 di Grosseto come progetto pilota, è diventata un modello regionale nel 2011 per poi consolidarsi in una rete regionale nel 2016 e costituire un punto di riferimento su scala nazionale. Durante il sopralluogo, il medico Vittoria Doretti, responsabile della Rete regionale Codice Rosa, ha illustrato alle istituzioni le attività operative del servizio. In seguito, la delegazione si è spostata nella “Stanza Rosa pediatrica”, guidata dal medico Susanna Falorni, direttrice dell’Area dipartimentale pediatria e neonatologia. Al termine del percorso, la massima carica dello Stato ha incontrato le autorità locali, i responsabili delle reti di tutela e gli operatori sanitari.
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Il discorso del Capo dello Stato sui dati dei femminicidi
Nel corso dell’incontro con i rappresentanti istituzionali e il personale medico, Sergio Mattarella ha espresso la forte preoccupazione delle istituzioni per i crimini commessi contro la popolazione femminile. Il Presidente ha richiamato i dati del fenomeno, ricordando come nell’anno passato si siano registrati 97 femminicidi, mentre nel primo semestre dell’anno in corso le vittime siano già 34. Per contrastare questa emergenza, la massima carica dello Stato ha sollecitato un intervento pubblico corale focalizzato su prevenzione, formazione professionale e percorsi educativi scolastici volti a rimuovere i deficit culturali alla radice degli abusi.
Il ringraziamento agli operatori della rete di protezione
Infine, il Presidente della Repubblica ha manifestato gratitudine verso i primi 40 professionisti che nel 2009 hanno avviato la sperimentazione, un impegno esteso nel tempo a circa 800 operatori della rete. L’intervento ha evidenziato il valore dell’approccio integrato del Codice Rosa, capace di coniugare l’assistenza sanitaria con il sostegno psicologico, familiare e umano per la tutela globale della persona colpita da violenza.