Disinnescare il caro-energia e rafforzare la competitività sono le priorità indicate da Confindustria Toscana Nord durante l’assemblea organizzata nello stabilimento Verrallia di Pescia. L’associazione, che riunisce il tessuto industriale di Lucca, Pistoia e Prato, ha posto al centro del confronto i costi energetici, gli investimenti e le condizioni necessarie per mantenere produzione e lavoro sul territorio.
Il quadro tracciato dagli industriali evidenzia l’aumento dei costi sostenuti dalle imprese. Nel periodo compreso tra il 2016 e il 2026, il prezzo del gas metano è passato da circa 15 a oltre 80 euro per megawattora, mentre il gasolio per autotrazione ha registrato un incremento del 150 per cento. In meno di due anni, inoltre, la bolletta energetica dell’industria del triangolo Lucca-Pistoia-Prato è salita da 890 milioni a 1,1 miliardi di euro.
Il peso dell’energia sulla manifattura
La presidente Fabia Romagnoli ha sottolineato che l’unione dei tre territori ha consentito di mettere in relazione comunità imprenditoriali e comparti diversi, tra cui cartario, tessile e vetrario. Si tratta di filiere ad alta intensità energetica, chiamate a confrontarsi con costi che, a parità di consumi e rispetto al 2019, determinano 435 milioni di euro di spesa aggiuntiva, pari a un aumento del 70 per cento rispetto all’anno in corso.
Secondo Romagnoli, per le aziende più energivore il rincaro può arrivare a mettere in discussione la convenienza stessa di produrre in Italia. La presidente ha quindi chiesto un intervento urgente, straordinario e immediatamente operativo: non sussidi, ma una misura ponte capace di attenuare gli effetti dello shock dei prezzi mentre vengono attuate soluzioni strutturali.
Tra gli interventi di medio e lungo periodo indicati figurano nucleare, fonti rinnovabili, reti, sistemi di accumulo e infrastrutture energetiche. L’associazione sollecita un’azione coordinata a livello europeo, nazionale e regionale: dall’attenuazione del differenziale di costo in Europa alle misure italiane per contenere la spesa, fino alla semplificazione delle autorizzazioni in Toscana e all’accelerazione degli investimenti.
Infrastrutture e trasformazione digitale
Nel corso dell’assemblea sono stati richiamati anche altri temi ritenuti decisivi per la competitività dei territori. Tra questi la terza corsia dell’autostrada A11, indicata come una delle principali questioni infrastrutturali locali, e la gestione dei rifiuti, considerata al tempo stesso un problema da risolvere e una possibile fonte di energia.
Resta inoltre centrale il tema dell’intelligenza artificiale, rispetto al quale è stato segnalato un divario italiano che colpisce soprattutto le piccole imprese. La presidente ha infine richiamato il passaggio generazionale e il ruolo dei giovani nella costruzione del futuro industriale. Confindustria Toscana Nord presenterà entro la fine dell’anno uno studio sul futuro dell’industria nelle province di Lucca, Pistoia e Prato. Nei territori interessati, il manifatturiero genera un valore aggiunto complessivo di 14,6 miliardi di euro e, secondo i dati citati in assemblea, ogni euro prodotto dal settore ne attiva un altro e dieci centesimi nel resto dell’economia.