Ferrara (FE)

Un defibrillatore Fiab nel centro storico di Ferrara

Il dispositivo sarà accessibile lungo il sottomura, tra ciclisti, pedoni e studenti universitari.

Un nuovo defibrillatore automatico è stato collocato nel cuore del centro storico di Ferrara, in prossimità di Porta di San Pietro. A donarlo è stata la Fiab, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, con l’obiettivo di contribuire alla sicurezza della zona e alla tutela della salute pubblica.

La consegna è avvenuta alla vigilia della Settimana Europea della Mobilità, in programma dal 16 al 22 settembre. Il punto scelto dall’associazione è una delle aree di maggiore passaggio della città, frequentata quotidianamente da residenti, visitatori, ciclisti e pedoni.

Il dispositivo lungo il sottomura

Il defibrillatore è stato posizionato vicino al percorso del sottomura, utilizzato da chi pratica la cosiddetta mobilità attiva, e nelle vicinanze del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, frequentato ogni giorno da numerosi studenti. La collocazione punta a rendere il dispositivo facilmente raggiungibile in caso di emergenza.

L’iniziativa rientra nel progetto Città Cardioprotetta, che mira a incrementare la presenza di apparecchi salvavita nei luoghi pubblici. La disponibilità di un defibrillatore in un’area centrale e molto frequentata consente di ampliare la rete di strumenti destinati a intervenire tempestivamente in caso di necessità.

Il commento di Fiab e Comune

“Abbiamo scelto di collocare questo dispositivo salvavita in Porta San Pietro, vicinissimo al percorso del sottomura, frequentato tutti i giorni da chi fa mobilità attiva a piedi e in bicicletta”, spiegano Antonio Casadibari, presidente di Fiab Ferrara, e Giuliano Giubelli, consigliere nazionale di Fiab Italia. I due rappresentanti sottolineano anche la vicinanza al Dipartimento di Architettura, dove si concentra la presenza quotidiana di molti studenti.

Secondo Cristina Coletti, assessora alle Politiche sociosanitarie, l’attenzione alla prevenzione è una responsabilità condivisa. L’assessora ha definito la donazione un segnale nella direzione di una città più attenta al benessere dei cittadini e ha auspicato che anche altre associazioni e soggetti privati possano sostenere iniziative analoghe.