Terminata la sperimentazione regionale del pre-scuola nei Comuni che hanno aderito, è arrivato il momento dell’avvio ordinario delle lezioni. Domani, nelle scuole del territorio reggiano, la prima campanella segnerà l’inizio del nuovo anno per 60mila studenti, tra bambini, bambine, ragazzi e ragazze delle elementari, delle medie e delle superiori.
Il sistema scolastico provinciale riparte con quasi 3mila classi e circa 8mila insegnanti. Agli alunni reggiani è stato rivolto anche il messaggio del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha indicato nel rispetto il principio guida per il nuovo anno. La scuola, secondo il ministro, non è soltanto il luogo in cui si acquisiscono conoscenze e competenze, ma anche quello in cui si impara a vivere insieme e a riconoscere negli altri gli stessi diritti.
Il calo delle nascite
Come accade in altri territori, anche la scuola reggiana risente dei cambiamenti demografici. Il calo delle nascite continua infatti a incidere sul numero degli iscritti: lo scorso anno le scuole elementari hanno registrato una diminuzione del 2,5%, mentre alle medie il calo è stato del 2%. Per la prima volta, inoltre, il dato è risultato negativo anche alle superiori, con una riduzione dell’1%.
La contrazione della popolazione scolastica si accompagna alle difficoltà legate agli organici. Secondo la Cisl Emilia-Romagna, il 30% dei docenti lavora con un contratto a tempo determinato, mentre tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario la quota di precari raggiunge il 40%.
Le criticità degli organici
Il sindacato segnala che potrebbero servire alcune settimane prima che tutti gli istituti raggiungano una piena stabilità organizzativa. La principale contestazione riguarda il ricorso sistematico ai contratti a termine per coprire gli organici all’inizio di ogni anno scolastico. Per la Cisl, non dovrebbe essere considerato normale dover ricostruire ogni settembre il funzionamento del sistema attraverso migliaia di assunzioni temporanee.
L’avvio delle lezioni si presenta quindi con numeri rilevanti, ma anche con due questioni aperte: l’impatto del calo demografico sulle iscrizioni e la permanenza del precariato tra docenti e personale Ata. Sono questi gli elementi che accompagneranno la ripresa delle attività negli istituti del Reggiano.