Cremona (CR)

Nubifragio, a Cremona danni per oltre 32 milioni

Le schede inviate alla Lombardia raccolgono perdite pubbliche, private e produttive dopo l’evento atmosferico

Il nubifragio del 28 agosto ha provocato a Cremona danni e necessità di intervento per un valore complessivo superiore a 32,5 milioni di euro. La quantificazione emerge dalle schede Ra.S.Da raccolte dalla Protezione civile e destinate alla Regione Lombardia, nell’ambito della richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza.

Il quadro comprende sia le spese già sostenute o necessarie nell’immediato, sia gli interventi indispensabili per ripristinare il patrimonio pubblico e consentire il ritorno alla piena fruibilità degli spazi cittadini. La stima resta tuttavia provvisoria, perché le segnalazioni da parte dei privati continuano ad arrivare e gli importi potranno essere aggiornati.

Il dettaglio delle somme

La voce più consistente riguarda gli interventi successivi per il ripristino del patrimonio pubblico e degli spazi della città, quantificati in 14,27 milioni di euro. A questi si aggiungono 1,48 milioni destinati alle opere immediate di emergenza e messa in sicurezza, compresi i lavori eseguiti in somma urgenza.

Nel prospetto sono inclusi anche 4 milioni di euro per chiese, altri edifici religiosi e scuole paritarie. Per le abitazioni private sono stati stimati 1 milione di euro relativo alle famiglie sfollate e agli edifici dichiarati inagibili, oltre a 1,93 milioni per i danni a immobili e autovetture segnalati attraverso le schede presentate dai cittadini.

Il capitolo relativo alle attività economiche e produttive ammonta invece a 9,85 milioni di euro. Il bilancio comprende quindi strutture e servizi pubblici, abitazioni, veicoli, luoghi di culto, istituti scolastici e imprese colpiti dall’evento atmosferico.

La richiesta alla Regione

Il sindaco Andrea Virgilio ha spiegato che i dati raccolti servono a rappresentare l’entità dei danni e a definire le risorse necessarie per completare il ripristino. Nel frattempo, le comunicazioni dei privati possono modificare il quadro economico già trasmesso alla Regione Lombardia.

Al momento risultano cinque famiglie sfollate. La documentazione predisposta dalla Protezione civile costituisce la base per la valutazione regionale della richiesta di stato di emergenza e per l’eventuale riconoscimento dei finanziamenti destinati agli interventi. La stima attuale, pari a oltre 32,5 milioni di euro, fotografa una situazione ancora in evoluzione.