San Martino in Vignale, sulle colline di Lucca, sarà trasformato in eremo diocesano. La decisione della Diocesi preoccupa l’associazione Amici di fratel Arturo Paoli, che chiede di mantenere un legame tra la struttura e la comunità laica cresciuta attorno alla figura del religioso.
L’associazione propone l’apertura di un tavolo di confronto con la Chiesa lucchese per individuare forme di convivenza tra la nuova destinazione della casa e la possibilità di utilizzare alcuni spazi per iniziative dedicate alla memoria e all’attualità del pensiero di fratel Arturo Paoli. L’obiettivo dichiarato è evitare che la trasformazione dell’immobile interrompa il rapporto costruito negli anni con le persone che hanno condiviso il suo percorso spirituale e sociale.
La richiesta dell’associazione
In una presa di posizione pubblica, i soci definiscono San Martino in Vignale un luogo di appartenenza e memoria per la vasta comunità formatasi attorno alla testimonianza di Paoli. Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2015, la rete di amici ha continuato a coltivare un’eredità fondata su fede, accoglienza e impegno sociale.
L’associazione prende atto della scelta della Diocesi di destinare la casa a eremo diocesano, ma ritiene che la nuova forma della struttura non escluda la possibilità di una collaborazione. I suoi rappresentanti ribadiscono la disponibilità a dialogare con la Chiesa lucchese nel solco della spiritualità di Charles de Foucauld, di cui Paoli è stato interprete.
Nata nel 2022 su impulso dell’arcivescovo Paolo Giulietti, l’associazione mette a disposizione energie e idee per fare di San Martino in Vignale uno spazio aperto, radicato nella vita ecclesiale della diocesi e capace di mantenere un rapporto con la dimensione sociale e civile delle persone e delle realtà legate alla storia del religioso.
Spazi e iniziative
La proposta riguarda in particolare la fruizione degli ambienti indipendenti dall’abitazione principale. L’associazione chiede di poterli utilizzare in specifici momenti dell’anno per iniziative dedicate all’attualizzazione della memoria di Paoli, senza interferire con la vita quotidiana e la riservatezza dell’eremo.
I soci precisano che la richiesta non nasce da un interesse di parte e non ha carattere pretestuoso. Rivolgono quindi un appello alla Chiesa di Lucca, a partire dal vescovo, affinché venga avviato in tempi ragionevoli un confronto sereno e costruttivo. Secondo l’associazione, l’ascolto reciproco può consentire di valorizzare la nuova destinazione della casa senza disperdere il patrimonio spirituale e umano legato a fratel Arturo Paoli.