Cgil, Cisl e Uil di Monza e Brianza hanno espresso solidarietà agli attivisti del centro sociale Foa Boccaccio, destinatari di sanzioni amministrative per aver contestato il passaggio di una parata militare a Monza. La vicenda riguarda alcuni militanti che, durante l’iniziativa, avevano mostrato uno striscione e intonato cori di protesta.
Le sanzioni per la manifestazione
I provvedimenti, notificati nei giorni scorsi, prevedono importi compresi tra mille e diecimila euro per ciascuna persona coinvolta. L’illecito contestato è quello di manifestazione non autorizzata, previsto dall’articolo 18, comma 3, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. I fatti risalgono al 24 aprile, quando a Monza era previsto il passaggio della parata dell’Italian Raid Commando.
Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, la sanzione deriva dall’applicazione delle modifiche introdotte dal nuovo Decreto Sicurezza, approvato lo scorso febbraio. La disciplina ha depenalizzato la condotta, trasformandola in un illecito amministrativo, con una sanzione pecuniaria fissata tra mille e diecimila euro.
La posizione delle organizzazioni sindacali
In una nota, Cgil, Cisl e Uil hanno definito pacifica la protesta degli attivisti e hanno sostenuto che il diritto di esprimere il dissenso rappresenti un elemento essenziale della democrazia. Le confederazioni hanno inoltre criticato l’impostazione delle recenti norme sulla sicurezza pubblica, ritenendo che possano comprimere la libertà di espressione e la partecipazione alle manifestazioni.
Per i sindacati, un dissenso politico e sociale espresso senza violenza non dovrebbe essere trattato come una questione esclusivamente legata all’ordine pubblico. La nota richiama anche altri episodi avvenuti negli ultimi mesi a Monza e nel circondario, durante manifestazioni a sostegno della Palestina, che avrebbero coinvolto militanti del centro sociale e dirigenti sindacali destinatari di analoghi provvedimenti.
Le organizzazioni sottolineano infine il peso economico delle sanzioni, considerate un possibile deterrente alla partecipazione alle iniziative pubbliche, soprattutto per chi non avrebbe la possibilità di sostenere somme equivalenti a un affitto o a una rata di mutuo annuale. La richiesta rivolta alle istituzioni è di adottare politiche ritenute più concrete e coerenti con la tutela delle libertà previste dalla Costituzione.