Roberto Ballerini ha 79 anni e da mezzo secolo vende cappelli al suo banco nel centro di Firenze. La sua attività, aperta l’8 agosto 1945, è stata avviata dallo zio, nato nel 1902, e poi rilevata da Roberto alla sua morte, nel 1976. Secondo il commerciante, si tratta probabilmente della bancarella più antica ancora attiva nel complesso di San Lorenzo.
Il banco non ha però mantenuto sempre la stessa collocazione. In origine si trovava in piazza Madonna degli Aldobrandini, poi è stato spostato nove volte, sei o sette delle quali durante la gestione di Roberto. Oggi occupa l’ultima postazione di via Sant’Antonino, all’angolo con piazza del Mercato Centrale, una posizione favorevole per gli affari ma esposta al sole per l’intera giornata.
Una postazione al sole
Il caldo ha reso particolarmente difficile l’ultima stagione lavorativa. Roberto racconta di aver cercato riparo con un telo sopra il banco, ma di essere stato invitato a rimuoverlo perché considerato poco decoroso. Nonostante l’età e la fatica, l’ambulante continua a lavorare aiutandosi, come riferisce, con Polase e vitamina B12.
La pensione non è ancora nei suoi programmi. Pur avendone maturato il diritto, spiega di voler proseguire perché ama il mestiere e perché il banco gli consente di praticare le lingue straniere. Ne conosce sei, tra italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo e portoghese, e sta studiando anche il russo. Le sue due figlie vivono invece una in Francia e l’altra in Inghilterra: per questo, almeno per ora, non sembra esserci un’erede pronta a subentrare nell’attività.
Le trasformazioni di San Lorenzo
Nel ricordo di Roberto, il mercato di San Lorenzo era frequentato soprattutto da commercianti e clienti fiorentini. A suo giudizio, il cambiamento è iniziato con la cessione delle licenze da parte degli operatori locali e con l’ingresso di nuovi proprietari stranieri. Un passaggio che, precisa, ha contribuito anche a evitare la scomparsa del mercato, ma che ne ha modificato l’identità.
Il commerciante richiama inoltre la distanza tra le regole e la situazione concreta: secondo la normativa, i titolari dovrebbero essere presenti nei rispettivi banchi, mentre in molti casi una stessa persona risulta proprietaria di più postazioni. Anche l’offerta è cambiata. Un tempo, racconta, si trovava di tutto, dagli oggetti più semplici ai giocattoli; oggi prevalgono borse, souvenir e prodotti di importazione, comprese merci realizzate in Cina e vendute in Italia.
Nel settore dei cappelli, invece, le richieste più frequenti riguardano modelli all’uncinetto per uomo e donna, oltre alle forme classiche del Borsalino e agli articoli in rafia o nella cosiddetta paglia di Firenze. Roberto intende restare al banco finché le condizioni glielo permetteranno, continuando a osservare da una delle ultime postazioni storiche l’evoluzione del commercio nel centro cittadino.