Emilia-Romagna

Caso Spada, al processo l’accusa di omicidio

Gli investigatori analizzano cinque decessi e contestano l’uso di aria nelle vene di una paziente.

Si arricchisce di nuovi elementi il fascicolo della procura di Forlì sul caso di Luca Spada, 27 anni, ex autista soccorritore della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro. Il giovane è imputato per omicidio volontario aggravato in relazione alla morte di Deanna Mambelli, 85 anni, deceduta in ambulanza il 25 novembre 2025 durante il trasferimento dall’ospedale a una struttura privata.

Secondo l’accusa, Spada avrebbe insufflato aria nelle vene della paziente, provocando un’embolia gassosa risultata fatale. L’ipotesi è riportata nel referto dell’autopsia eseguita dal medico legale Donatella Fedeli nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore Enrico Cieri e dal pubblico ministero Andrea Marchini. L’indagato, che si è sempre dichiarato innocente, è detenuto dall’11 aprile scorso per l’ordinanza emessa dalla gip Ilaria Rosati.

Il processo in Corte d’Assise

Il giudice ha disposto il giudizio immediato, ritenendo evidente il quadro indiziario raccolto dalla procura. La prima udienza è fissata per il 15 ottobre davanti alla Corte d’Assise di Forlì. La difesa, rappresentata dagli avvocati Marco Martines e Gloria Parigi, punta sulla consulenza del medico legale Mauro Pesaresi per contestare le conclusioni dell’autopsia e sostenere una ricostruzione diversa della morte di Mambelli.

Parallelamente, gli investigatori stanno esaminando altre cinque morti sospette avvenute in ambulanza tra febbraio e novembre 2025. Su questo fronte, però, la gip Rosati aveva respinto ad aprile la richiesta di custodia cautelare riferita agli ulteriori decessi. L’indagine prosegue comunque attraverso interrogatori, consulenze e accertamenti tecnici, senza che per questi episodi siano stati adottati provvedimenti cautelari nei confronti di Spada.

Le valutazioni degli investigatori

Nel dossier compare anche una perizia del Racis, la sezione di psicologia investigativa dei Ris. Nel profilo elaborato sulla base delle intercettazioni, gli esperti avrebbero descritto una spinta motivazionale definita ossessiva e incontrollabile, con una selezione di persone anziane e malate ritenuta compatibile con una logica predatoria e seriale. Si tratta di una valutazione investigativa che non ha convinto la gip a estendere la misura cautelare agli altri cinque casi.

Tra gli elementi raccolti figurano anche le dichiarazioni di Debora Luogo, presidente del Comitato della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, ascoltata dai carabinieri dei Nas di Bologna il 20 gennaio. Dopo la morte di Mambelli, la dirigente avrebbe riferito di essere stata contattata dal direttore del 118 di Forlì, che le avrebbe chiesto di valutare il blocco dell’attività di Spada.

Gli investigatori hanno inoltre acquisito fotografie e conversazioni attribuite al 27enne. In alcune immagini comparirebbero bare e carri funebri, mentre in una chat dell’8 luglio 2025 con un collega, non indagato, Spada avrebbe scritto di essere chiamato con il codice utilizzato dagli operatori per indicare un decesso. Il significato e il peso di questi elementi saranno valutati nel corso del procedimento, nel quale l’imputato potrà esporre la propria versione dei fatti.