Sequestri anche in provincia di Latina e Frosinone nell’ambito dell’inchiesta dei Carabinieri coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Salerno che ha portato alla scoperta di un sistema criminale dedito al traffico illecito di rifiuti, con esportazioni illegali verso Thailandia e Turchia, e un articolato meccanismo di false documentazioni per la gestione e commercializzazione di rottami metallici.
I sequestri sono stati eseguiti nei confronti di alcuni imprenditori indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e furto aggravato di ingenti quantitativi di materiale ferroso proveniente prevalentemente da cantieri di Rete Ferroviaria Italiana. I provvedimenti sono stati eseguiti ieri dai carabinieri del gruppo per la tutela dell’ambiente e della sicurezza energetica di Napoli, con il supporto dei comandi provinciali competenti, nelle province di Salerno, Napoli, Bari, Potenza, L’Aquila, Latina e Frosinone.
Le indagini portate avanti dal Nucleo operativo ecologico (Noe) di Salerno sono partite nel 2022 e si sono sviluppate per diversi mesi anche attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, videoriprese e pedinamenti.
Secondo gli inquirenti, un primo filone investigativo ha riguardato una società con sede legale a San Giuseppe Vesuviano e stabilimento operativo ad Albanella, accusata di avere gestito illecitamente rifiuti urbani ingombranti, imballaggi misti, rottami ferrosi, parti di pneumatici fuori uso e materiali plastici destinati all’estero senza la documentazione prescritta o mediante documentazione falsificata. Le indagini avrebbero inoltre accertato l’esportazione illegale in Turchia di oltre 5,1 milioni di chilogrammi di rottami ferrosi, falsamente qualificati come ‘end of waste’, ovvero materiale di recupero, per aggirare la normativa nazionale e comunitaria.
Le indagini si sono sviluppate su due filoni principali.
Un primo, relativo ad una società con sede legale in San Giuseppe Vesuviano e sede operativa in Albanella (SA), ha consentito di accertare gravi indizi in ordine alla gestione illecita di rifiuti urbani ingombranti, di imballaggi misti, di rottami ferrosi, parti di pneumatici fuori uso e guarnizioni in plastica, destinati illegalmente ad impianti della Thailandia, in assenza della documentazione prescritta o attraverso la falsificazione della stessa e comunque in violazione della normativa, nazionale e comunitaria, vigente in materia di esportazione di rifiuti.
Il secondo, invece, si è sviluppato partendo dalla gestione illecita dei rifiuti ferrosi che la stessa società cedeva “in nero” ad un’altra società, riconducibile ad una nota famiglia di imprenditori locali, attraverso una serie di “prestanome”. In una occasione si è accertato anche un’illecita esportazione in Turchia di complessivi kg 5.154.760 di rottami ferrosi, falsamente documentati come End of Waste, ovvero materiale di recupero; in particolare sarebbe stata falsificata la documentazione per rendere consentirne l’esportazione in violazione della normativa vigente, Gli approfondimenti investigativi successivi hanno consentito di ricostruire una più ampia attività di gestione illecita di rifiuti metallici, da parte di una serie di ulteriori società, realizzata avvalendosi del meccanismo fraudolento del cd. “giro bolla”, consistito nella emissione di documentazione falsa emessa a nome di società inesistenti.
L’illecito profitto derivante dalle attività sopra descritte, quantificato in euro 3.400.000 (tre milioni quattrocentomila) è stato sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca, diretta e per equivalente.
Sono stati, inoltre, sequestrati gli impianti e gli automezzi delle società strumentali alla commissione degli illeciti. A termine delle operazioni i militari del NOE hanno eseguito il sequestro di:
– n. 71 conti correnti riconducibili alle persone fisiche e persone giuridiche coinvolte nelle indagini, le cui capienze sono in corso di compiuta quantificazione;
– n. 8 camion e gli impianti aziendali utilizzati per la gestione illecita ed il trasporto dei rifiuti. Contestualmente sono stati notificati ad undici persone inviti per rendere interrogatorio preventivo ai sensi dell’art. 291 c.p.p., in base a quanto previsto dalla 1. n. 114/24, avendo l’ufficio richiesto, nei loro confronti, l’applicazione di misure cautelari personali.
Il provvedimento di sequestro e le contestazioni in esso formulate saranno sottoposte ad ulteriori valutazioni nelle successive fasi del procedimento, ragion per cui nei confronti degli indagati, in attesa del giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.
Il presente comunicato viene pubblicato sul sito della Procura della Repubblica di Salerno.