Mercoledì 16 settembre Faenza ospiterà una giornata di studi e visite guidate dedicata a Filippo Monti, architetto originario della città e attivo per circa sessant’anni, dagli anni Cinquanta fino al secondo decennio del Duemila. L’iniziativa è promossa dall’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Ravenna, in collaborazione con il cineclub Il Raggio Verde e con il patrocinio del Comune di Faenza.
Il programma tra visite e incontri
Il programma inizierà alle 16 con il ritrovo al complesso residenziale Santa Margherita, in via Firenze 75/77. Da qui partirà una visita guidata alle opere realizzate da Monti. Alle 18 i partecipanti si trasferiranno all’Arena Borghesi, in viale Stradone 4, dove il presidente dell’Ordine degli architetti di Ravenna, Luca Frontali, introdurrà i lavori insieme ai saluti delle autorità dell’Unione della Romagna Faentina.
La moderazione dell’incontro sarà affidata all’architetto Stefania Altieri. La seconda parte del pomeriggio sarà dedicata alla presentazione del volume Filippo Monti. L’opera nel tempo e nei luoghi, con gli interventi degli architetti Claudio Piersanti ed Ennio Nonni. Piersanti si occupa di architettura collettiva in ambito culturale e didattico; Nonni è urbanista e designer, già dirigente dell’Unione della Romagna Faentina e ideatore dei musei Map e Mus.T. La conclusione è prevista alle 20. In caso di maltempo, l’appuntamento sarà rinviato a giovedì 17 settembre, mantenendo invariati orari e programma.
Il ruolo dell’architetto e la nuova pubblicazione
Le opere di Monti sono presenti soprattutto nel territorio faentino, ma alcune realizzazioni si trovano anche a Forlì, Russi, Bologna e Milano Marittima. Il suo lavoro è da anni oggetto di studi universitari e di analisi critiche, mentre la conoscenza presso il grande pubblico è rimasta più limitata. Secondo Claudio Piersanti, la rilevanza dell’architetto supera i confini regionali e l’interesse per la sua produzione si sta estendendo anche ad alcuni contesti europei, tra cui Austria e Germania.
La limitata notorietà sarebbe legata, in parte, alla condotta professionale riservata di Monti, distante dai circuiti editoriali e dalla stampa dell’epoca, oltre che alla sua scarsa propensione alle pubbliche relazioni. A eccezione di un volume monografico a tiratura limitata, pubblicato circa vent’anni fa con il sostegno di un istituto bancario, la sua produzione non aveva ricevuto una diffusione editoriale ampia. Il nuovo libro raccoglie contributi critici, dettagli tecnici di cantiere e testimonianze di committenti, maestranze, artigiani e figure istituzionali che collaborarono con l’architetto.
La pubblicazione documenta inoltre la continuità stilistica mantenuta da Monti nel corso della sua attività, l’attenzione all’integrazione dell’arte ceramica nei progetti e l’impatto degli interventi sul territorio locale. Le realizzazioni sono state censite attraverso una mappatura urbana. Il sindaco di Faenza, Massimo Isola, ha sottolineato che un’opera organica pubblicata da una casa editrice riconosciuta può contribuire alla storicizzazione della figura dell’architetto e alla conoscenza del patrimonio urbano del Novecento faentino.