Fino al 18 settembre 2026, le Officine Garibaldi di Pisa ospitano la mostra di pittura Omaggio a Jackson Pollock di Piero Iafrate. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Associazione Toscana e Ciociaria nel cuore, è a ingresso libero dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19.
Dalla figurazione all’astrattismo
L’esposizione raccoglie opere legate al percorso di ricerca dell’artista, passato in modo progressivo dalla pittura figurativa all’astrazione. La curatrice Monica Mariani, storica dell’arte, sottolinea l’evoluzione di Iafrate: dalle prime tecniche personali per la figurazione ai paesaggi, alle marine e alle vele, fino all’approdo all’astrattismo puro.
Il riferimento a Jackson Pollock è nato in modo spontaneo. Iafrate, che ha una formazione accademica in Economia Aziendale e Scienze Giuridiche, non conosceva inizialmente il lavoro del pittore statunitense. Fu un amico, osservando i suoi dipinti, ad accostare la tecnica dell’artista italiano a quella di Pollock. Da quel confronto deriva il titolo della mostra e il richiamo al dripping, il gocciolamento del colore sulla tela distesa a terra.
Il colore come espressione emotiva
Alle Officine Garibaldi le opere sono caratterizzate da reticoli cromatici, sovrapposizioni e variazioni di materia. Per Iafrate, il gesto pittorico rappresenta uno strumento di comunicazione e di esplorazione dell’inconscio, perché il risultato non è completamente definito prima dell’inizio del lavoro. Nell’astrazione, spiega l’artista, la libertà del movimento può condurre a esiti diversi da quelli immaginati.
La ricerca pittorica si intreccia anche con l’attività professionale di Iafrate, direttore della residenza sanitaria assistenziale Giampieri di Ponsacco. Nella struttura ha introdotto laboratori quotidiani di arteterapia rivolti agli ospiti anziani, utilizzando il lavoro sulla tela per favorire il recupero di ricordi e l’espressione di emozioni difficili da comunicare.
Secondo la curatrice, nella produzione dell’artista la materia e le tonalità cambiano in relazione allo stato d’animo: pennellate più corpose e colori scuri nei momenti di inquietudine, segni più morbidi e luminosi nelle fasi di serenità. Ai visitatori viene suggerito di osservare le opere senza cercare necessariamente forme riconoscibili, lasciandosi guidare dalla disposizione dei colori e dai loro contrasti.