Toscana

La madre di Lorena: mesi di violenze prima dell’omicidio

Le dichiarazioni rese da Antonia Argentiero ricostruiscono minacce, paura e isolamento vissuti dalla figlia

La madre di Lorena: mesi di violenze prima dell’omicidio

Le testimonianze di Antonia Argentiero, madre di Lorena Isceri, ricostruiscono l’escalation di violenza che avrebbe preceduto la morte della figlia. La donna, 45 anni, era stata sequestrata, legata e gettata ancora viva da un cavalcavia dell’A1, all’altezza di Barberino del Mugello, dall’ex compagno Federico Vella. I contenuti dei verbali sono stati resi noti dal Corriere Fiorentino.

Dalla convivenza ai primi segnali

La relazione tra Lorena e Vella era iniziata nell’ottobre 2024, dopo un incontro in palestra. Nonostante una differenza d’età di nove anni e qualche esitazione iniziale della donna, i due avevano deciso di stare insieme e poco dopo avevano cominciato a convivere nell’abitazione dell’uomo, al Galluzzo, quartiere di Firenze.

Secondo il racconto della madre, il rapporto aveva proceduto senza particolari difficoltà fino all’aprile successivo, quando Lorena aveva letto sul cellulare del compagno una conversazione nella quale lui confidava a un amico di essersi innamorato di un’altra donna. La 45enne aveva quindi deciso di interrompere la relazione. La reazione di Vella, sempre secondo la testimonianza, era stata immediata: aveva preso alcuni regali ricevuti dalla compagna e li aveva scagliati a terra. I vetri infranti sul pavimento avevano provocato a Lorena tagli ai piedi.

La paura e la fuga in Puglia

Dopo quell’episodio, Vella sarebbe tornato a mostrarsi premuroso e Lorena avrebbe valutato la possibilità di superare la crisi. Nel mese di agosto la coppia aveva organizzato una vacanza in Grecia, ma durante il soggiorno la donna, ormai preoccupata per le reazioni aggressive del compagno, aveva scritto alla propria ginecologa per confidarle che la relazione non funzionava. Venuto a conoscenza del messaggio, Vella l’aveva accusata di essere una traditrice per avere raccontato ad altri questioni private. Al rientro in Italia, inoltre, si sarebbe rifiutato di restituirle alcuni oggetti personali.

Tra il 7 e il 15 agosto i due avevano incontrato uno psicanalista. L’uomo avrebbe accusato il professionista di essere stato pagato da Lorena per favorire la separazione e, per questo, sarebbe stato allontanato dallo studio. Poco prima di Ferragosto, durante un nuovo incontro che secondo la madre si sarebbe svolto nell’abitazione di Vella, la situazione sarebbe ulteriormente degenerata: Federico avrebbe minacciato Lorena con un coltello e si sarebbe gettato a terra per impedirle di uscire. Antonia ha dichiarato di non sapere come la figlia fosse riuscita a fuggire.

Dopo quell’episodio Lorena aveva deciso di non incontrare più l’ex compagno e si era trasferita dai genitori in Puglia. Dal 15 al 28 agosto, secondo il verbale, la donna sarebbe rimasta in casa perché impaurita, mentre Vella l’avrebbe sottoposta a una raffica di messaggi e telefonate. In seguito Lorena era rientrata a Firenze, dove viveva e lavorava.

Il primo settembre Vella le avrebbe scritto di essere dispiaciuto e di voler iniziare un percorso con un analista, indicandole anche il nome del professionista scelto. Il testo riferisce però che quest’ultimo non risultava iscritto all’Ordine dei medici. Tre giorni dopo, il 4 settembre, Lorena sarebbe stata sequestrata e uccisa. Nello stesso giorno, la madre ha raccontato di avere ricevuto più chiamate da Vella, alle quali non aveva risposto, e alcuni messaggi. L’ultimo, inviato alle 14.58, annunciava la morte della figlia.