In occasione della Giornata mondiale della Fisioterapia, il Dipartimento delle professioni tecnico-sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione dell’Asl Sud Est richiama il ruolo della fisioterapia di prossimità nell’organizzazione delle cure primarie. L’obiettivo indicato è garantire continuità assistenziale, maggiore equità nell’accesso e una presa in carico più vicina ai luoghi di vita delle persone.
La rete nelle Case della Comunità
Secondo quanto riferito dall’azienda sanitaria, dal 2025 sono attivi gli ambulatori di Attività fisica adattata, indicati con l’acronimo AFA, all’interno delle Case della Comunità della rete territoriale. Dai tre ambulatori pilota iniziali, il servizio è arrivato a sette presidi attualmente operativi, mentre altri sette punti sono in fase di avvio per ampliare la copertura del territorio.
Daniela Cardelli, direttrice del Dipartimento delle professioni tecnico-sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione dell’Asl Sud Est, sottolinea che la struttura ha contribuito alla stesura della delibera regionale 944 del 27 luglio 2026. Il provvedimento, secondo la responsabile, formalizza una scelta organizzativa già avviata nella realtà territoriale dell’azienda sanitaria.
La fisioterapia di prossimità viene descritta come un modello che non si limita alla gestione della patologia acuta. Il percorso si sviluppa su due direttrici integrate: una dimensione di sistema, con il fisioterapista impegnato a collaborare con le altre figure sanitarie per intercettare precocemente i bisogni, e una dimensione centrata sulla persona.
Prevenzione e autonomia
In quest’ultima prospettiva, l’intervento punta a favorire la permanenza in sicurezza al domicilio e a fornire competenze pratiche per la gestione della cronicità nel lungo periodo. La presa in carico nei presidi territoriali mira quindi a sostenere l’autonomia dei cittadini e a rendere più continuativo il rapporto con i servizi, attraverso attività organizzate vicino alle comunità.
L’Asl Sud Est evidenzia infine che l’estensione della rete proseguirà con l’attivazione degli ulteriori sette presidi già previsti. Il modello si inserisce nel quadro regionale delle cure primarie e affianca gli altri interventi sanitari rivolti alla prevenzione della perdita di autonomia e alla gestione dei bisogni riabilitativi.